Manovra riscritta, il governo senza soldi gioca d’azzardo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A quattordici giorni dalla chiusura dell’anno, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha comunicato al Senato una riscrittura della manovra di bilancio, la quale, attraverso un emendamento da 3,5 miliardi, incrementa il totale degli interventi a 18,7 miliardi. Un quadro, quello presentato, che fotografa una fase di caos nell’esecutivo, il quale, da due mesi a questa parte, si trova a dover mediare tra veti trasversali e le misure-bandiera dei partiti che lo sostengono, in un’atmosfera di improvvisazione che appare, a molti osservatori, tutt’altro che casuale. I tempi per un esame parlamentare, che di fatto non è mai veramente partito, si riducono così al lumicino, costringendo a una corsa contro il tempo per approvare una legge fondamentale.

Le nuove misure e il nodo degli affitti brevi

L’emendamento annunciato, il cui testo è atteso in queste ore, mira a potenziare alcuni cardini della politica industriale, rafforzando la dotazione per la Zona economica speciale e per il piano Transizione 5.0, rendendo pluriennale l’iper ammortamento per le imprese e intervenendo sull’adeguamento dei prezzi nei cantieri pubblici. Parallelamente, il governo introduce una svolta significativa per il settore degli affitti brevi, destinato a trasformarsi radicalmente: a partire dal 2026, infatti, scatterà un regime imprenditoriale che comporterà per gli operatori un vero e proprio “inferno” burocratico, con nove adempimenti obbligatori e altri due eventuali, un cambiamento che promette di ridisegnare il mercato.

La posizione di Giorgetti e le critiche esterne

«Non vogliamo tradire le aspettative»: con queste parole, pronunciate nell’incontro con i senatori della Commissione bilancio, Giancarlo Giorgetti ha voluto sottolineare la volontà di mantenere gli impegni presi con il mondo produttivo, indicando nella fiducia parlamentare la strada maestra per procedere. La mossa, tuttavia, giunge in un contesto di pressioni finanziarie e di critiche provenienti dall’esterno, come quelle della Banca Centrale Europea riguardo al prelievo straordinario sugli extraprofitti delle banche, che aggiungono ulteriori elementi di complessità a un quadro già di per sé intricato.

Un bilancio in cerca di approvazione

La manovra, dunque, si presenta come un documento in continua evoluzione, tenuto in ostaggio non solo dai numeri ma anche dalle dinamiche politiche della maggioranza. L’aumento di 3,5 miliardi, se da un lato risponde a precise richieste del tessuto economico, dall’altro solleva interrogativi sulla sostenibilità finanziaria di lungo periodo, in un periodo in cui le risorse appaiono scarse e le priorità molteplici. Resta ora da vedere come il parlamento, nel poco tempo a disposizione, saprà affrontare un testo così cruciale e così profondamente modificato.

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