Maldive, gli studenti difendono Monica Montefalcone: “Va ricordata, non cancellata”
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Redazione Interno
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Maldive e Università di Genova restano al centro delle polemiche dopo la morte della biologa Monica Montefalcone, ricordata dagli studenti del Distav con messaggi di affetto e riconoscenza mentre cresce il malumore per la scomparsa della sua pagina dal sito dell’ateneo. Più di cinquanta studenti si sono messi in coda nel dipartimento dove insegnava la docente per lasciare parole dedicate a quella che definiscono “un raggio di sole”, “una prof fantastica”, “un esempio e un’ispirazione”. Attraverso il rappresentante degli studenti, molti di loro hanno preso posizione chiedendo che il ricordo della docente non venga cancellato proprio nei giorni in cui l’attenzione resta concentrata sulla tragedia avvenuta durante l’immersione alle Maldive.
La mobilitazione degli studenti dopo la rimozione della pagina
La protesta è nata anche dopo una scoperta che ha colpito studenti e amici della biologa. Entrando sul sito dell’Università di Genova, chi cercava la pagina dedicata a Monica Montefalcone si trovava davanti alla scritta “404” e al messaggio “Not found”. La stessa sorte è toccata anche alla pagina di Muriel Oddenino, ricercatrice esperta di spugne e altra vittima della tragedia alle Maldive. La rimozione delle pagine ha alimentato amarezza e tensione all’interno dell’ambiente universitario, soprattutto per la motivazione definita fredda da chi conosceva le due ricercatrici. Da qui la richiesta degli studenti di mantenere viva la memoria della docente e di evitare che il suo nome sparisca dal luogo in cui ha insegnato e lavorato.
Nel dipartimento continuano intanto i messaggi lasciati da studenti ed ex studenti. I ricordi parlano di una docente molto presente, capace di trasmettere entusiasmo e attenzione durante le lezioni e le attività accademiche. Le parole raccolte al Distav mostrano un forte legame umano oltre che professionale, in una fase in cui la vicenda sta assumendo anche un peso pubblico sempre più ampio. Le richieste rivolte al rettore puntano proprio a questo aspetto: evitare che la gestione della comunicazione successiva alla tragedia venga percepita come distante rispetto al rapporto costruito negli anni con gli studenti.
L’autopsia su Federico Gualtieri e le parole dei legali
Nelle stesse ore è terminata all’ospedale di Gallarate l’autopsia sul corpo di Federico Gualtieri, il ricercatore e sub trentenne morto il 14 maggio durante un’immersione alle Maldive. L’incarico per l’esame autoptico è stato assegnato dal tribunale di Busto Arsizio a un pool composto da tre esperti. Presenti anche i legali della famiglia Gualtieri, Antonello Riccio e Gabriele, che seguono gli sviluppi legati alla morte del giovane ricercatore. L’esame autoptico rappresenta uno dei passaggi centrali per chiarire quanto accaduto durante l’immersione costata la vita al sub di Omegna.
Parallelamente continuano anche le prese di posizione dei legali della famiglia Montefalcone. L’avvocato Pugliese ha dichiarato che l’Università di Genova sarebbe stata consapevole della presenza della biologa alle Maldive, sottolineando l’esperienza professionale della docente e precisando che “non era lì come una comune turista”. Le parole dei legali aggiungono un ulteriore elemento alla vicenda, che nelle ultime ore si sta sviluppando su più fronti tra ricostruzioni, accertamenti e polemiche legate alla gestione istituzionale successiva alla tragedia. Intanto, all’interno del dipartimento genovese, studenti e colleghi continuano a lasciare messaggi e ricordi dedicati alla professoressa.




