L’inchiesta di Crans-Montana si allarga alle finanze, conti truccati e prestiti facili dietro l’impero dei Moretti
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Redazione Esteri
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Mentre il dolore per le 41 vittime dell’incendio divampato nella notte di Capodanno al bar Le Constellation resta vivido, la procura svizzera scava nel terreno, apparentemente solido, su cui i coniugi Moretti avevano edificato la loro ascesa economica. Jacques e Jessica Moretti, già indagati per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo, si trovano ora al centro di un vortice investigativo che lambisce pericolosamente i reati finanziari, in un Paese, com’è noto, tutt’altro che indulgente su simili materie. Un rapporto confidenziale di quindici pagine della Fedpol, l’ufficio federale di polizia, ha aperto uno squarcio su quella che viene descritta come una costruzione patrimoniale fondata sulla sabbia, o meglio, su un castello di carte alimentato da prestiti facili e, stando agli inquirenti, probabilmente indebiti.
Un castello di carte ipotecato, lo spettro dello schema Ponzi e i conti di passaggio
Il documento, redatto dall’unità di informazione finanziaria Mros e versato agli atti dell’inchiesta principale, tratteggia i contorni di un sistema economico articolato e opaco. Gli investigatori ipotizzano l’esistenza di un “presunto montaggio finanziario criminale”, paragonabile per certi versi a un classico schema Ponzi, in cui l’impero dei Moretti in Svizzera si reggeva quasi esclusivamente sull’ottenimento di finanziamenti, forse ottenuti in modo illecito, andando progressivamente a caricare di ipoteche quelle stesse società – tra cui la stessa Le Constellation Sarl – che apparivano all’esterno come fiori all’occhiello del loro successo imprenditoriale. Le acquisizioni di altri locali, come bar e ristoranti a Crans-Montana e nella vicina Lens, sarebbero avvenute incrementando un debito ipotecario mastodontico, mentre l’immagine di prosperità veniva sapientemente coltivata anche attraverso l’esposizione di auto di lusso – Bentley, Porsche, Maserati – tutte però, particolare non trascurabile, in leasing intestato alle società. Un quadro, questo, che stride apertamente con le difficoltà economiche emerse e che ha portato nelle ultime ore a un sequestro di beni personali, tra cui i medesimi veicoli e una collezione di orologi di lusso tra cui spiccano vari Rolex, un Hublot e un Audemars Piguet, per un valore stimato di oltre mezzo milione di franchi svizzeri, beni ora posti sotto sequestro a garanzia di spese legali e risarcimenti.
Finanziamenti contestati, un’eredità fantasma e il nodo dei rapporti con la Corsica
L’analisi dei flussi finanziari, resa difficoltosa da continui trasferimenti di fondi tra le diverse entità commerciali riconducibili alla coppia, ha portato gli inquirenti a sospettare l’utilizzo di veri e propri conti di passaggio, una prassi che ostacola la ricostruzione puntuale del denaro in entrata e in uscita e che potrebbe celare operazioni di riciclaggio. A destare particolare attenzione sono anche alcune garanzie patrimoniali presentate per ottenere nuovi prestiti: tra queste, una presunta eredità consistente in una casa a Sari-Solenzara, in Corsica, utilizzata come garanzia per l’acquisto di un’abitazione a Lens. Gli accertamenti hanno invece rivelato che quell’immobile non era affatto frutto di una successione, ma era stato acquistato nel 2018 grazie a un mutuo di 625mila euro ottenuto dal Crédit Lyonnais. La procura federale non esclude, inoltre, possibili collegamenti con ambienti della criminalità organizzata corsa, un’ipotesi che aleggia sulle indagini senza trovare, al momento, riscontri definitivi ma che aggiunge un ulteriore livello di complessità a un quadro già di per sé fosco.
Incendi sospetti e l’ipotesi delle frodi assicurative, la procura allarga il perimetro
A complicare ulteriormente la posizione dei gestori del Constellation emergono poi due episodi incendiari pregressi, giudicati sospetti dagli inquirenti e che potrebbero configurare l’ipotesi di “probabili truffe alle assicurazioni”. Il primo rogo, nel 2023, avvenne poco dopo l’acquisizione dell’agriturismo corso “Le Vieux Chalet” a Lens, un immobile pagato 1,2 milioni di franchi e per il quale, nel 2024, la Zurich Assurance liquidò un indennizzo di 230mila franchi. Il secondo, decisamente meno ingente nei danni, colpì proprio il bar Le Constellation il 29 febbraio del 2024, fruttando alla coppia un risarcimento di 17.580 franchi dalla medesima compagnia. Questi elementi, incrociati con le anomalie patrimoniali e le difficoltà nel ricostruire i flussi di denaro – tra cui spiccano trasferimenti per l’equivalente di 645mila euro verso conti francesi e l’app Revolut di Jessica Moretti – hanno portato la Fedpol a sollecitare accertamenti più approfonditi su un ventaglio di reati che spazia dalla gestione infedele alla falsificazione di documenti, dalle frodi assicurative alle gravi infrazioni fiscali, reati che potrebbero porsi a monte di operazioni di riciclaggio. L’inchiesta, che ha visto anche il sequestro di una pistola semiautomatica Glock regolarmente detenuta da Jacques Moretti, procede ora su questo doppio binario, dove la tragedia collettiva si intreccia inestricabilmente con il sospetto di un impero costruito su fondamenta fraudolente.




