Sanremo, diagnosticato un caso di dengue autoctona: turista 30enne ricoverato al Borea
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Redazione Salute
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Un caso di febbre dengue contratta direttamente in Italia, senza che la persona interessata si fosse recata all'estero, è stato diagnosticato a Sanremo. Si tratta di un turista italiano di 30 anni, in vacanza nel ponente ligure e ricoverato da ieri nel reparto di malattie infettive dell'ospedale Borea di Sanremo. Le sue condizioni sono state giudicate stabili nonostante la comparsa dei sintomi caratteristici di questa arbovirosi.
L'episodio, che rappresenta un'evenienza epidemiologicamente significativa per la regione, ha immediatamente attivato i protocolli di sorveglianza sanitaria previsti per queste evenienze.
Le caratteristiche del caso e il paziente
Il paziente, un uomo di trent'anni originario dell'Italia, si trovava in vacanza nel Ponente ligure quando ha iniziato a manifestare i segni clinici della malattia. La diagnosi di dengue è stata formulata presso il nosocomio sanremese, dove l'uomo è stato ricoverato per le cure del caso. La particolarità di questa evenienza risiede proprio nella sua natura autoctona: il trentenne, infatti, non aveva effettuato alcun viaggio all'estero nel periodo di incubazione del virus.
Questo dato è di primaria importanza, poiché fino a questo momento i casi di dengue registrati in Italia nel corso del 2026 erano stati quasi esclusivamente associati a viaggiatori provenienti da aree a rischio endemico, come le Maldive, che da sole hanno generato il 71% delle infezioni importate nei primi sei mesi dell'anno.
La risposta sanitaria e la disinfestazione straordinaria
In seguito alla conferma diagnostica, le autorità sanitarie hanno dato esecuzione al protocollo regionale per la prevenzione delle arbovirosi. Questo piano prevede, come misura di contenimento prioritaria, l'avvio di un'attività di disinfestazione straordinaria nelle aree in cui il soggetto ha soggiornato o che ha frequentato.
L'intervento, che verrà condotto dai comuni coinvolti nell'operazione, si concentrerà in un perimetro di circa 200 metri dai luoghi di potenziale esposizione, con l'obiettivo di ridurre drasticamente la popolazione di zanzare vettori, in particolare la zanzara tigre (Aedes albopictus). Questa specie, ampiamente diffusa in Liguria e in gran parte del territorio nazionale, è riconosciuta come il principale agente di trasmissione del virus in contesti urbani e suburbani.
L'importanza del monitoraggio e della prevenzione
La comparsa di un caso autoctono a Sanremo si inserisce in un quadro di crescente attenzione verso le malattie trasmesse da vettori, la cui diffusione geografica è favorita da fattori come i cambiamenti climatici e l'aumento degli spostamenti internazionali. La capacità del virus di attecchire e trasmettersi localmente richiede un sistema di sorveglianza epidemiologica robusto e interventi tempestivi per scongiurare la formazione di focolai estesi.
Studi condotti dall'Istituto Superiore di Sanità hanno già evidenziato come, in occasione di precedenti focolai europei, la trasmissione del virus sia avvenuta prevalentemente entro poche centinaia di metri, sottolineando l'importanza di interventi mirati e rapidi come quello messo in atto a Sanremo. Il ricorso alla disinfestazione straordinaria e al monitoraggio dei contatti rappresentano quindi gli strumenti principali per arginare la potenziale circolazione del virus, tutelando la salute pubblica e prevenendo ulteriori casi secondari sul territorio.
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