Bimba morta per difterite, i genitori indagati per omicidio colposo
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Redazione Salute
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La Procura per i minorenni di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati i genitori della bimba morta per difterite, contestando alla coppia il reato di omicidio colposo. La bambina aveva quattro anni e mezzo e non era stata vaccinata per scelta della madre e del padre, entrambi indicati come no vax. L'indagine arriva dopo il decesso avvenuto giovedì e punta a ricostruire le circostanze che hanno preceduto la morte della piccola, mentre gli accertamenti sulla causa definitiva del decesso devono ancora completarsi. I medici ritengono il quadro fortemente compatibile con la difterite, ma sono attesi gli esiti degli esami dell'Istituto superiore di sanità e dell'autopsia disposta dalla Procura.
Genitori indagati e medici ascoltati dalla Procura
Nell'ambito degli accertamenti, la Procura per i minorenni ha ascoltato i medici e la pediatra che aveva visitato la bambina. Proprio dalla dottoressa è emerso un elemento relativo al contesto in cui vive la famiglia: secondo quanto riferito, nel quartiere sarebbe diffusa la convinzione che dopo le vaccinazioni i bambini possano diventare autistici e questo porterebbe alcuni genitori a rifiutare le iniezioni previste dalla legge. Nel caso della piccola morta a Palermo, la mancata vaccinazione era stata una scelta dei genitori. L'iscrizione nel registro degli indagati con l'ipotesi di omicidio colposo rappresenta quindi il passaggio giudiziario seguito alla morte e agli approfondimenti avviati sul comportamento della coppia.
La causa del decesso resta comunque sottoposta agli accertamenti previsti. Le informazioni disponibili indicano che la bambina non era vaccinata e che, secondo i medici, il quadro clinico risulta fortemente compatibile con la difterite, malattia diventata rarissima in Italia proprio grazie alle vaccinazioni. La conferma definitiva deve però arrivare dagli esami dell'Istituto superiore di sanità e dall'autopsia. Dopo la notizia della morte, l'attenzione si è concentrata anche sulla prevenzione e sull'adesione alle vaccinazioni, con un aumento delle richieste registrato nei centri vaccinali. Il caso di Palermo ha così riportato al centro una malattia che sembrava ormai appartenere al passato ma che non è scomparsa.
Difterite e vaccini, cresce l'attenzione dopo il decesso
Dopo la notizia del decesso per sospetta difterite, l'Istituto superiore di sanità ha pubblicato nella home page del proprio sito una serie di domande e risposte curate dal dipartimento di Malattie infettive. L'iniziativa si inserisce nel rinnovato interesse per una patologia la cui diffusione è stata fortemente limitata dalle vaccinazioni. Allo stesso tempo sono tornati in primo piano i dati sulle coperture vaccinali, che permettono di osservare regione per regione quanto sia estesa la protezione dei bambini e dove emergano punti più deboli. In Sicilia la situazione viene descritta come particolarmente critica, mentre la morte della bambina ha provocato nuove richieste nei centri dedicati alle vaccinazioni.
Il decesso ha riaperto anche il tema delle informazioni false sui vaccini. Tra gli elementi raccolti dalla Procura figura infatti il racconto della pediatra sulle convinzioni diffuse nel quartiere della famiglia, dove sarebbe presente il timore di una relazione tra vaccinazioni e autismo. Dopo il caso di Palermo è stato ribadito che la protezione dalla difterite dipende dal mantenimento nel tempo di coperture vaccinali elevate. I dati pubblicati dal Ministero della Salute consentono di verificare l'estensione della protezione nei bambini e di individuare le aree in cui il sistema presenta maggiori criticità, mentre l'attenzione degli investigatori resta concentrata sulle circostanze che hanno preceduto la morte della piccola e sulle scelte compiute dai genitori.
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