Il superyacht “Nord” solca le acque contese di Hormuz, tra il silenzio di Washington e Teheran

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Ci sono blocchi navali che, a ben vedere, assomigliano più a dichiarazioni d’intenti che a barriere fisiche. Lo dimostra il caso del “Nord”, lo yacht di lusso da 142 metri legato all’oligarca russo Alexey Mordashov – figura questa strettamente associata al presidente Vladimir Putin – che nel corso del fine settimana ha attraversato lo Stretto di Hormuz senza che né la marina statunitense né i guardiani della rivoluzione iraniana muovessero un dito per fermarlo.

Una traversata ad alta quota (geopolitica) tra Dubai e Muscat

Secondo i dati incrociati dalla piattaforma Marine Traffic, l’imbarcazione – il cui valore si aggira intorno ai 500 milioni di dollari – ha mollato gli ormeggi da Dubai venerdì sera per poi gettare l’ancora, domenica mattina, nel lussuoso porto turistico di Al Mouj, situato nella capitale dell’Oman. Il percorso ha toccato direttamente lo Stretto di Hormuz, un passaggio che da mesi rappresenta il crocevia più caldo del commercio energetico mondiale, visto che da lì transita abitualmente un quinto del greggio e del gas naturale liquefatto del pianeta. La notizia, riportata inizialmente dalla BBC e ripresa dalla stampa internazionale, assume rilievo proprio per la sua eccezionalità, dato che Teheran aveva minacciato di intercettare qualsiasi natante si fosse avvicinato alle sue coste, mentre gli Stati Uniti avevano risposto ordinando l’inversione della rotta per le navi dirette in Iran.

L’alleato di Putin e la scia di silenzio diplomatico

La navigazione del superyacht “Nord” non è un semplice fatto di cronaca mondana, ma un tassello che si inserisce perfettamente negli equilibri (o squilibri) del momento. Mordashov, sanzionato dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti dopo l’invasione dell’Ucraina, è riuscito a far transitare il suo gioiello (dotato di piscina, hangar per sottomarini ed eliporto) in una zona dove la tensione è alle stelle, proprio mentre a San Pietroburgo il presidente Putin riceveva una delegazione governativa iraniana guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Quest’ultimo, stringendo la mano al leader russo, ha parlato apertamente di “relazioni strategiche” tra i due Paesi, un segnale chiaro dei legami che si stanno rinsaldando mentre i colloqui con l’amministrazione Trump sulla riapertura del canale restano in una fase di stallo.

Strategie e assenze: perché nessuno ha fermato la barca?

Fonti vicine ai dossier marittimi hanno spiegato che l’assenza di un’intercettazione non è un caso. Da un lato, il “Nord” batte bandiera russa ed è considerato un’imbarcazione civile di un Paese che l’Iran considera “amico”; per Teheran, fermarlo avrebbe significato innescare una crisi diplomatica con Mosca proprio nel bel mezzo dei negoziati. Dall’altro lato c’è la posizione americana: Washington ha imposto un blocco che vieta l’accesso ai porti iraniani, ma il superyacht stava viaggiando semplicemente da un porto degli Emirati Arabi (dove tra l’altro la giurisdizione non applica le sanzioni occidentali) verso l’Oman, senza mai attraccare in territorio iraniano. Un tecnicismo, insomma, che ha permesso alla barca di scivolare via indisturbata mentre decine di petroliere restano ferme o vengono intercettate nei pressi delle acque territoriali.

La geopolitica del lusso in un’area isolata

La traversata dello yacht rivela infine una trasformazione silenziosa della geografia del lusso. Esclusi dai porti di Cannes, Portofino o Montecarlo a causa delle sanzioni, i patrimoni dei grandi oligarchi russi hanno trovato rifugio sicuro nelle acque del Medio Oriente e dell’Asia, dove la loro mobilità è ancora garantita. E se è vero che lo Stretto di Hormuz resta sostanzialmente “socchiuso” – con il passaggio concesso solo a pochissime imbarcazioni commerciali se paragonato ai flussi pre-guerra – la via sembra comunque libera per chi, come Mordashov, può contare su una copertura politica implicita sia da parte di chi blocca la via d’acqua (l’Iran) sia di chi la presidia militarmente (gli Stati Uniti).

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