Angelozzi e Cagliari ai saluti, nelle ultime ore spunta la pista che porta ad Accardi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è ancora l’annuncio ufficiale che sancisca il divorzio, eppure la separazione tra Guido Angelozzi e il Cagliari – un rapporto nato poco meno di dodici mesi fa con grandi aspettative di continuità – è ormai un fatto compiuto. Era nell’aria, a dire il vero, già da qualche settimana: quella voce rilanciata prima dai social e poi rimbalzata sulle principali testate giornalistiche ha trovato una sua definitiva conferma nelle ultime ore, quando le rispettive strade del dirigente siciliano e della società rossoblù si sono di fatto divise.

Un’evenienza, questa, che per certi versi conserva un retrogusto clamoroso, se si considera come Angelozzi, reduce dall’esperienza al Frosinone, non fosse stato inizialmente percepito come un manager da toccata e fuga, bensì come l’artefice di una possibile programmazione a lungo termine per il sodalizio sardo.

Invece, alla vigilia di una nuova stagione, il club presieduto da Tommaso Giulini si ritrova costretto a cercare un nuovo profilo per la propria area tecnica, con l’ex ds dell’Empoli e della Sampdoria, Pietro Accardi, emerso come il candidato in pole position per prendere le redini del mercato.

Il pressing della Cremonese e le valutazioni del ds

Il fulcro di questa imminente rottura, va detto, va rintracciato anche nelle avances sempre più insistenti provenienti dalla Lombardia. La Cremonese, fresca di retrocessione in Serie B e intenzionata a intraprendere un’immediata rincorsa verso la massima serie, ha alzato notevolmente il pressing per assicurarsi le prestazioni del direttore sportivo catanese.

Angelozzi – che a 71 anni rappresenta ancora una delle menti più brillanti e navigate nel panorama italiano per quanto riguarda l’individuazione di giovani talenti e la costruzione di rose competitive – pare infatti molto attratto dalla sfida grigiorossa, tanto che alcune fonti riportano come il dirigente abbia richiesto un contratto triennale per rimettersi in gioco in cadetteria.

Dal canto suo, il Cagliari sembra aver preso atto di questa volontà di cambiamento: la dirigenza, dopo aver tentato un ultimo approccio per riconvertire Angelozzi a un ruolo diverso, forse più da consulente di mercato, si è resa conto che i desideri delle parti ormai viaggiavano su binari troppo distanti. Il risultato è un addio che, pur evitando strascichi polemici e mantenendosi su un piano di reciproco rispetto tra amici, è ormai definitivo.

Pietro Accardi in pole position per la successione

Nelle pieghe di questa trattativa ormai chiusa, il nome che fa da apripista per il dopo Angelozzi è quello di Pietro Accardi. Il club sardo, stando alle ultime ricostruzioni, ha già avviato le manovre per strutturare la nuova dirigenza e l’ex difensore – che vanta esperienze consolidate sia all’Empoli (dove ha lavorato a lungo) sia nella tormentata parentesi blucerchiata conclusasi nel gennaio del 2025 – pare aver conquistato un vantaggio netto sulla concorrenza.

I rossoblù, che nelle scorse settimane avevano accarezzato anche le ipotesi che portavano a Davide Vaira (appena uscito dal Pisa) e al più navigato Davide Vagnati, sembrano ora intenzionati a sposare una “linea verde”. Accardi, 43 anni, incarna perfettamente questo identikit: un professionista moderno, votato alla sostenibilità economica e capace di gestire il doppio binario che collega il mercato, lo spogliatoio e le direttive della proprietà.

La sua eventuale nomina rappresenterebbe peraltro una sorta di continuità geografica (è siciliano anche lui, come Angelozzi) ma con un approccio gestionale forse più sistemico e meno votato ai singoli colpi di genio.

Le alternative e il contesto del mercato

Se la pista che porta ad Accardi resta al momento la più calda, lo scenario non è ancora del tutto blindato. Oltre a Vaira e Vagnati, qualora la trattativa con il favorito dovesse arenarsi, non si escludono ulteriori valutazioni interne da parte del presidente Giulini, il quale sta comunque procedendo con cautela per non vanificare il lavoro di programmazione in vista della prossima stagione in Serie A.

Quello che sembra ormai certo, a ogni modo, è la fine dell’esperienza di Angelozzi, il quale lascia Cagliari dopo aver contribuito a gettare le basi per la salvezza ottenuta nell’ultima annata, ma senza riuscire a imprimere quel sigillo di lungo periodo che forse entrambe le parti avevano immaginato all’atto della firma. Per lui si spalancano ora le porte della ribalta lombarda; per il Cagliari, invece, inizia una nuova, intensa caccia al direttore sportivo.

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