A Sorrento, tra mazzette e medium: l’inchiesta che coinvolge il sindaco e "Lello il sensitivo"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’operazione della procura di Torre Annunziata, che ha portato all’arresto del sindaco di Sorrento Massimo Coppola, accusato di corruzione, ha svelato un reticolo di presunti illeciti in cui spicca un nome insolito: Raffaele Guida, noto come “Lello il sensitivo”. Cartomante e volto televisivo campano, Guida – la cui figura sfuma tra esoterismo e affari – è finito nel mirino degli investigatori dopo il ritrovamento, nel suo tavolo da biliardo, di 167mila euro in contanti. Somma che, secondo gli inquirenti, sarebbe parte dei flussi di denaro tra Coppola e alcuni imprenditori locali.

Coppola, 48 anni, avvocato e fino a ieri dominus incontrastato della politica sorrentina, è stato colto in flagranza di reato mentre cenava in un ristorante, con addosso 6mila euro che la procura considera una tangente. L’imprenditore che glieli avrebbe consegnati gestisce i servizi di refezione scolastica e asili nido, settori in cui gli appalti pubblici sono spesso terreno fertile per accordi opachi. L’arresto, eseguito dai carabinieri di Massa Lubrense, è solo l’ultimo capitolo di una storia che affonda le radici in un sistema di relazioni tra potere e affari, dove persino un presunto medium sembra aver svolto il ruolo di intermediario.

Guida, legato a Coppola da rapporti di fiducia, non è nuovo alle cronache: la sua presenza nelle tv locali lo ha reso una figura popolare, sebbene ora il suo nome sia associato a ben altro che alle previsioni astrali. L’ipotesi degli investigatori è che abbia facilitato scambi illeciti, fungendo da canale tra il sindaco e chi cercava favori. I soldi nascosti nel tavolo da biliardo, occultati con una certa ingenuità, rappresenterebbero solo una parte di un flusso più ampio.

La corruzione in Italia, del resto, ha una storia lunga e variegata. Se negli anni ’90 l’arresto di Mario Chiesa, sorpreso a intascare una bustarella, diede il via a “Mani Pulite”, oggi i metodi appaiono meno rozzi ma non meno diffusi. Quello di Sorrento è un caso che, al di là dei dettagli pittoreschi – come la presenza di un cartomante – ripropone dinamiche ben note: un territorio ricco, appalti succosi e un’amministrazione sospettata di aver barattato il bene pubblico per vantaggi privati.

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