Le chat di Federico Vella alla madre di Lorena Isceri: “Ti odio, sei perfida. Tua figlia è morta”
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Redazione Interno
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Federico Vella ha inviato una raffica di messaggi alla madre di Lorena Isceri, Antonietta Argentiero, nei giorni precedenti il femminicidio del 3 settembre. Le conversazioni Whatsapp, acquisite dalla Procura di Firenze e mostrate dalla trasmissione “Dentro la notizia” su Canale 5, restituiscono il clima di pressione e possessività che ha preceduto la tragedia consumatasi sul viadotto dell’A1 a Barberino del Mugello.
L’escalation nei messaggi
È il 23 agosto quando il 36enne comincia a scrivere con insistenza alla donna. Alle 13.48 il primo messaggio: “Nietta ciao, come va? Come sta Lorena? Hai cercato di parlarle come mi avevi detto?”. Di fronte al silenzio, Vella incalza: “Nietta, ti fa piacere trattarmi così e ignorarmi?”. La madre di Lorena risponde per arginare la pressione: “Ciao Federico, non ti ho risposto perché ti stava chiamando Lorena… È con lei che devi parlare, non con me”.
Nelle parole di Vella affiorano rabbia e un’idea sempre più possessiva della relazione. “Scommetto nessuno ha mai dato a Lorena tanto amore”, scrive ancora il 23 agosto, aggiungendo: “Tu remi contro di me. Ormai l’ho capito”. Il 27 agosto arriva la richiesta di un’intermediazione: “Nietta… ti prego aiutami tu. Ma non lo vedete quanto sto facendo per Lorena? Mi sto migliorando: ho solo chiesto un’ora di terapia di coppia a settimana”.
La paura raccontata alla madre
In uno degli scambi, Antonietta Argentiero scrive a Vella una frase che undici giorni prima del delitto consegna agli atti un elemento cruciale: “Federico, mia figlia ha paura a vivere con te”. La donna aveva già riferito agli inquirenti che Lorena, dopo aver scoperto un tradimento, aveva manifestato l’intenzione di lasciarlo, scatenando le reazioni aggressive dell’uomo.
La madre della vittima aveva raccontato di regali rotti e gettati a terra, del rifiuto di restituirle la sua roba e infine delle minacce con un coltello da cucina in casa. Dopo quell’episodio, Lorena si era rifugiata in Puglia dalla famiglia, rimanendovi fino al 28 agosto. “Aveva paura”, ha spiegato la donna, mentre Vella continuava a tempestarla di messaggi e telefonate.
L’ultima lite in palestra
Un testimone ha ricostruito una discussione avvenuta nella primavera precedente nella sala attrezzi della palestra Zerouno di via del Caboto, a Firenze. “Vella alzò molto i toni, si poneva in modo aggressivo. Federico era alto, con un fisico imponente. Lorena minuta. Le si avvicinava quasi alla ricerca di un corpo a corpo”, ha raccontato Lorenzo. Al centro dello sfogo dell’uomo c’erano i familiari della donna e presunte ingerenze della madre di lei. Lorena, dal canto suo, “tentava in ogni modo di contenerlo, senza urlare. Sembrava avesse il controllo della situazione”.
Gli ultimi messaggi del 3 settembre
Il 3 settembre, pochi minuti prima di gettarsi dal cavalcavia, Vella invia gli ultimi messaggi ad Antonietta Argentiero. Alle 14.53 scrive: “Se non mi avessi trattato male non sarebbe successo”. Due minuti dopo: “Ti odio” e “Sei perfida”. La donna risponde alle 14.57: “Federico, io non intendo più interloquire con te… Lorena non è una bambina, è in grado di gestire la sua vita senza la mia interferenza… Ti prego di non chiamarmi più. Hai superato davvero il limite”. Alle 14.58, un minuto dopo aver gettato la 45enne nel vuoto, Vella scrive soltanto: “È morta”.
L’autopsia, affidata alle dottoresse Elisa Ferri e Beatrice Defraia, ha accertato che Lorena Isceri era ancora viva quando è stata lanciata dal viadotto. La Procura di Firenze, che ha aperto un fascicolo per sequestro di persona aggravato sfociato nell’assassinio, attende ora gli esiti degli esami tossicologici disposti sul corpo di Vella per verificare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti. I risultati sono attesi entro 90 giorni.
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