Dall’Ara, la Roma risorge dai suoi veleni: Malen ed El Aynaoui firmano l’antidoto perfetto
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Redazione Sport
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Bastano pochi minuti, sette per la precisione, per capire che l’aria pesante di Trigoria, quella che aveva avvelenato la vigilia con l’addio di fatto a Claudio Ranieri, non avrebbe intaccato lo spogliatoio. La distanza, a volte, fa miracoli: lontano dalle polemiche del centro sportivo, sotto il sole di Bologna, Gian Piero Gasperini ha ritrovato la sua squadra più vera, quella capace di macinare gioco e punire con freddezza chirurgica. Il 2-0 firmato Donyell Malen e Neil El Aynaoui, oltre a tenere vivo il sogno Champions (la Juventus, attualmente quarta, resta a +2 sebbene abbia una partita in meno sul calendario), rappresenta la fotografia di una metamorfisi riuscita. La Roma definita “nuova” non lo è tanto per l’assetto tattico, quanto per la ritrovata autosufficienza emotiva: il campo, si sa, è l’unico antidoto capace di neutralizzare i virus interni, e stavolta la medicina ha il volto del centravanti olandese.
Malen, il tuttofare che trascina e risponde presente nel “day after”
Se la vigilia era stata segnata dall’uscita di scena del senior advisor, il “Day After” della gestione Gasperini porta la firma indelebile di Donyell Malen. Non è solo questione di numeri – sebbene il suo score parli chiaro – ma di presenza scenica: l’olandese è il solista che trasforma la confusione in ordine, il tamburino che scandisce il ritmo dell’attacco giallorosso. Nel primo tempo, la sua esibizione è un manuale di efficienza offensiva: ruba il tempo alla difesa avversaria sul filtrante di El Aynaoui per l’1-0, poi diventa generoso assist-man nella ripresa del primo tempo per restituire il favore al marocchino, sigillando di fatto la pratica prima dell’intervallo. È il leader silenzioso, quello che con i suoi movimenti da area di rigore riesce a mascherare le crepe di una settimana turbolenta, dimostrando come la voce grossa, in queste circostanze, si faccia solo con i piedi. La sua capacità di alternare la profondità alla rifinitura lo rende l’interprete ideale per una squadra che cerca scorciatoie per la zona Champions senza perdersi in chiacchiere da spogliatoio.
El Aynaoui, il low cost di lusso rompe il digiuno e rilancia le ambizioni
Arrivato nell’ultima estate per una cifra intorno ai 25 milioni di euro, Neil El Aynaoui aveva faticato a trovare quella continuità che ci si aspetta da un investimento simile. A frenare la sua corsa, come lo stesso centrocampista ha confermato, è stato il rientro post Coppa d’Africa: "Ritrovare il passo giusto dopo un mese trascorso con la mia nazionale non è stato semplice, ma ora mi sento di nuovo bene", aveva confessato. E proprio a Bologna, nel momento in cui la squadra cercava riferimenti, lui si è preso la scena. Prima servendo a Malen la palla del vantaggio, poi trovando la sua prima, storica, rete in Serie A, quel destro al volo che vale il raddoppio e che lo consegna agli almanacchi del Fantacalcio come low cost di lusso per il rush finale. La sua prestazione è stata una lezione di pragmatismo: copertura, inserimento e quel senso del gol che mancava ai suoi predecessori in cabina di regia. Finalmente, la Roma vede una mediana che produce, non solo che interdice.
La pressione è servita: il Bologna si arrende, la difesa regge l’urto
Il match, dopo un primo tempo dominato dai capitolini, cambia pelle nella ripresa: i padroni di casa, trascinati dalla verve di Odgaard e dalle incursioni di Orsolini, provano a rialzare la testa. L’occasione più pericolosa porta la firma proprio dell’esterno rossoblù, il cui mancino impreciso si stampa sulla traversa, regalando i brividi più intensi di una frazione altrimenti avara di emozioni. Ma la differenza, in queste partite che odorano di spareggio europeo, la fa la solidità difensiva. La retroguardia di Gasperini, guidata da una coppia centrale attenta e da un portiere reattivo, ha retto all’assedio senza mai cedere al panico. La “bufera” di Trigoria, quella che avrebbe potuto spazzare via qualsiasi certezza tecnica, si infrange contro un muro di concentrazione. Rivedere in campo Paulo Dybala, sebbene solo negli ultimi minuti, è stata la ciliegina su una torta che sa di riscatto: un segnale, per le prossime battaglie, che la rosa può contare ancora sulle sue frecce migliori.




