Addio a Lea Massari, l’anti-diva che scelse il silenzio

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Lea Massari, il cui vero nome era Anna Maria Massatani, se n’è andata lunedì a 91 anni, circondata dalla discrezione che ha sempre caratterizzato la sua esistenza. I funerali, celebrati nella cattedrale di Sutri, si sono svolti in forma strettamente privata, senza clamori, come lei avrebbe voluto. Una fine coerente con una vita vissuta lontano dai riflettori, nonostante il talento e la bellezza che l’avevano resa una delle figure più affascinanti del cinema italiano.

Nata a Roma, nel quartiere di Monteverde, Massari era un’artista fuori dagli schemi, capace di interpretare ruoli complessi con una sensibilità unica. Il suo sguardo dolente, la presenza magnetica, la recitazione essenziale l’hanno resa indimenticabile in pellicole come L’avventura di Michelangelo Antonioni, dove diede vita a un personaggio la cui scomparsa diventò metafora di un’intera generazione smarrita. Ma la sua carriera, iniziata negli anni Cinquanta, fu costellata di scelte anticonformiste, come il ritiro dalle scene a soli 57 anni, quando decise di abbandonare il cinema per dedicarsi ai suoi cani, quasi a riscattare un passato da cacciatrice vissuto accanto al padre.

«Io fino a oggi sono stata una persona innamorata di due sole cose: della rissa e dell’amore», confessò a Oriana Fallaci in un’intervista del 1964, pubblicata su L’Europeo durante le riprese de Le soldatesse di Valerio Zurlini. Quelle parole, lontane dallo stereotipo della "casalinga" a cui il titolo del pezzo sembrava alludere, rivelavano un’anima ribelle, passionale, refrattaria alle convenzioni. Un carattere che si rifletteva anche nelle sue relazioni private, come quella con Leone, il fidanzato scomparso tragicamente in un incidente pochi giorni prima del loro matrimonio, una perdita che segnò per sempre la sua vita.

La sua filmografia, seppur non sterminata, è un mosaico di capolavori: dai western di Sergio Leone ai drammi di Dino Risi, dalle opere dei Taviani fino a Viaggio d’amore di Ottavio Fabbri, l’ultimo film prima del ritiro, girato accanto a Omar Sharif. Eppure, nonostante i successi, Massari scelse di sparire, preferendo l’isolamento alla fama, il silenzio alle interviste, gli animali alla mondanità. Una scelta radicale, quasi una fuga, che oggi appare come l’ultimo atto di una vita sempre in equilibrio tra luce e ombra

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