Putin a Kiev: "Ritiratevi dal Donbass". E i negoziati si complicano

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la psicosi bellica continua a serpeggiare nel Vecchio Continente, il presidente russo Vladimir Putin ha scelto la platea di un viaggio in Kirghizistan per rilanciare un messaggio di forza, indirizzato tanto a Kiev quanto alle capitali europee. Le sue parole, che riecheggiano toni da ultimatum, non lasciano molto spazio all'interpretazione: "Se le truppe ucraine non si ritireranno dai territori in loro possesso", ha dichiarato Putin, "raggiungeremo i nostri obiettivi con la forza delle armi". Una minaccia che il leader del Cremlino ha voluto corredare con un'immagine cruda, accusando la controparte di essere disposta a combattere "fino all'ultimo ucraino" e assicurando che la Russia, "in linea di principio", sarebbe pronta a fare altrettanto. Una dichiarazione che, al di là della retorica, delinea con chiarezza i termini di uno scontro i cui confini, ormai, non sono più solo territoriali.

La pressione americana e i tabù infranti a Kiev

Sullo sfondo di queste esternazioni, che gettano un'ombra lunga su qualsiasi ipotesi di tregua immediata, si muovono con cautela i fili della diplomazia. Mosca, secondo quanto riportato da analisi di scenario, avrebbe colto l'occasione dell'ultimatum americano del Thanksgiving per irrigidire ulteriormente la propria posizione negoziale, approfittando delle crepe che la duplice pressione statunitense e del fronte interno hanno generato a Kiev. È in questo clima di tensione crescente che, in Ucraina, si è cominciato a discutere pubblicamente di argomenti che fino a pochi giorni fa erano considerati veri e propri tabù. Questioni fondamentali per Mosca, come la cosiddetta "smilitarizzazione", ovvero le dimensioni che potrà avere l'esercito ucraino una volta che un eventuale accordo di pace sarà siglato, sono improvvisamente finite sul tavolo, segnando una significativa evoluzione – o involuzione, a seconda dei punti di vista – del dibattito pubblico.

Il nodo del riconoscimento dei territori

A complicare ulteriormente un quadro già di per sé intricato, si aggiunge la spinosa questione del riconoscimento internazionale delle annessioni territoriali. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, intervenendo sull'argomento, ha affermato che la problematica di quali paesi dovranno riconoscere le "realtà territoriali" emerse dal conflitto verrà risolta attraverso i negoziati. "Tutto questo, comprese queste sfumature, sarà deciso durante i negoziati", ha dichiarato Peskov all'agenzia di stampa statale Tass, commentando così le osservazioni di Putin sulla necessità che i principali attori globali accettino legalmente le nuove demarcazioni. Una posizione che, di fatto, trasforma il riconoscimento dei territori contesi da un presupposto politico a un oggetto di trattativa, aumentando l'instabilità di tutto il processo diplomatico.

Le garanzie per Kiev e l'assenza di fiducia

In questo groviglio di minacce, negoziati e posizioni in movimento, la partita delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina rimane uno dei capitoli più incerti. Fonti vicine alle trattative sottolineano come dagli Stati Uniti arrivino garanzie per Kiev solo a patto che un trattato venga effettivamente siglato, una condizionalità che non fa che alimentare il senso di precarietà. "Non che ci sia molto da fidarsi", è la lapidaria considerazione che circola in ambienti informati, a sintetizzare lo scetticismo che avvolge l'intera faccenda. Putin, dal canto suo, ha provato a lanciare un segnale rassicurante all'Europa, dichiarando di non avere intenzione di ordinare un attacco al continente e affermando la sua disponibilità a firmare un accordo, ma ponendo una condizione che appare, allo stato attuale, insormontabile: niente intesa finché al governo in Ucraina ci sarà Volodymyr Zelensky.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.