Oscar Isaac racconta Frankenstein di Guillermo del Toro: "Il progetto più divertente della mia vita"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Oscar Isaac, che interpreta Victor Frankenstein nell’atteso adattamento di Guillermo del Toro, ha definito questa esperienza lavorativa come “il divertimento più grande” che abbia mai provato, sottolineando con enfasi come pochi ruoli, nella sua carriera, gli abbiano regalato un’immersione creativa così totale. Il film, la cui uscita è prevista per il 7 novembre 2025 con una distribuzione iniziale nelle sale prima di approdare sulla piattaforma Netflix, si annuncia come una delle riletture più personali del regista, il quale torna a misurarsi con le atmosfere gotiche che hanno segnato parte significativa della sua filmografia.

La trasformazione di Jacob Elordi nella Creatura

All’anteprima tenutasi all’Academy Museum di Los Angeles, oltre a Isaac era presente anche Jacob Elordi, colui il quale presta il volto e il corpo alla Creatura. Elordi, in un’intervista, ha svelato alcuni dettagli sul meticoloso processo di trasformazione, rivelando come, per indossare le sembianze del mostro, fosse necessario sottoporsi a oltre dieci ore di trucco al giorno. Un procedimento lungo e fisicamente estenuante, che l’attore ha però descritto come un’esperienza “liberatoria”, quasi un rito necessario per abbandonare la propria identità e calarsi completamente in quella di un essere così complesso e sofferente.

Il parallelo con Mary Shelley e il sostegno della madre

In un altro colloquio, Elordi ha tracciato un parallelo inconsueto tra la sua vita e la narrazione di Mary Shelley, parlando del fondamentale sostegno della madre, la quale lo ha spinto a intraprendere la carriera teatrale. “La chiamo tre o quattro volte al giorno. È davvero la mia migliore amica”, ha confidato l’interprete, aggiungendo che senza di lei si sentirebbe “completamente perso”, in una dichiarazione che, al di là dell’aneddoto personale, sembra riflettere il tema universale della ricerca di una guida e di un legame indissolubile.

Un cast di alto livello per un dramma su ambizione e solitudine

Il cast, che vanta nomi del calibro di Christoph Waltz, Mia Goth e Charles Dance, promette di dare vita a un dramma di ambizione e solitudine di notevole spessore. Del Toro, da parte sua, sembra aver trovato negli interpreti principali non semplici esecutori, ma complici creativi per un’opera che ambisce a scavare nelle pieghe più oscure e umane del classico senza tempo, concentrandosi sulle dinamiche tra il dottore e la sua sconvolgente creazione.

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