Accordo Ue sul 21esimo pacchetto di sanzioni alla Russia: via libera dopo il compromesso sul Gnl

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dopo settimane di estenuanti trattative e un braccio di ferro diplomatico che sembrava poter far naufragare l'intero provvedimento, i rappresentanti permanenti dei Ventisette Stati membri hanno trovato questa mattina, 23 luglio, un accordo politico sul ventunesimo pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia.

La riunione del Coreper, il comitato che riunisce gli ambasciatori dei paesi Ue, ha sancito il via libera a un pacchetto di misure che, pur arrivando in un momento di particolare slancio militare ucraino, si presenta come il più corposo degli ultimi quattro anni per numero di soggetti colpiti, con un totale di 218 designazioni che includono 48 persone fisiche e 170 entità giuridiche.

Il compromesso greco e il rinvio del divieto sul Gnl

L'ultimo, e probabilmente il più insidioso, degli ostacoli sul cammino dell'intesa è stato rappresentato dalle riserve avanzate dalla Grecia, che minacciava di porre il veto sull'intero pacchetto a meno di non ottenere significative modifiche sulle restrizioni al trasporto di gas naturale liquefatto russo verso paesi terzi.

Atene, preoccupata per le possibili ripercussioni sulla sua potente industria armatoriale che domina il mercato europeo delle navi metaniere, ha difeso la propria posizione sostenendo che il divieto avrebbe avuto un impatto limitato sulle casse del Cremlino, finendo invece per danneggiare gravemente gli operatori europei e trasferire, di fatto, il business a concorrenti extracomunitari.

La soluzione, trovata dopo un serrato confronto nella riunione di oggi, è stata quella di un compromesso che prevede una deroga per il trasporto di Gnl russo legato a contratti siglati prima dell'invasione dell'Ucraina, avvenuta il 24 febbraio 2022. Questa esenzione, che sarà soggetta a revisione annuale da parte del Consiglio, consente di mantenere in vita gli accordi commerciali preesistenti, evitando allo stesso tempo qualsiasi espansione futura di questi trasferimenti da parte degli operatori europei.

In precedenza, il pacchetto aveva già subito una diluizione su altri fronti: erano state abbandonate le proposte di mettere al bando l'importazione di pesce russo, una misura osteggiata da paesi come Portogallo e Germania, e di inasprire le restrizioni sui visti per i soldati russi.

Congelamento del price cap sul petrolio e nuove misure finanziarie

Uno degli elementi centrali e di maggiore impatto economico del nuovo pacchetto è rappresentato dalla decisione di congelare per un intero anno il tetto massimo (price cap) al prezzo del petrolio russo. L'attuale livello, fissato a 44,10 dollari al barile, verrà bloccato per i prossimi dodici mesi, scongiurando così il previsto adeguamento automatico al rialzo che, complice la volatilità dei mercati energetici e l'impennata delle quotazioni conseguente alle tensioni internazionali, avrebbe portato il limite a circa 65 dollari.

Questa mossa, che secondo le stime potrebbe sottrarre alle casse di Mosca fino a 3,5 miliardi di euro di mancati introiti in un anno, mira a impedire che l'instabilità del mercato si traduca in un vantaggio finanziario per lo sforzo bellico russo.

L'Alta Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza, Kaja Kallas, ha definito l'accordo il più importante degli ultimi anni, sottolineando come le sanzioni colpiscano oltre un centinaio di banche e operatori del settore delle criptovalute, più di quaranta navi della cosiddetta flotta ombra utilizzata da Mosca per eludere le restrizioni occidentali, e diverse raffinerie in Russia e Bielorussia.

Il pacchetto, che include anche nuove restrizioni commerciali per limitare l'industria militare russa e misure per limitare il rilascio di visti agli ex combattenti, verrà ora formalizzato tramite procedura scritta nelle prossime ore, prima della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione.

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