Lucescu in coma farmacologico, peggiorano le condizioni dell’ex allenatore di Inter e Brescia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il bollettino medico, diffuso dai rappresentanti dell’Ospedale Universitario di Emergenza di Bucarest (SUUB), non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche: le condizioni di Mircea Lucescu, l’ottantenne tecnico romeno che ha segnato un’epoca sulle panchine di mezza Europa, sono precipitate nella notte tra sabato e domenica, al punto da costringere i sanitari a indurre un coma farmacologico. L’ex commissario tecnico della Romania, che solo giovedì scorso aveva lasciato la panchina della nazionale per accertamenti, era stato operato martedì a cuore aperto – un intervento delicato per una patologia non meglio specificata – e sembrava aver superato la fase più critica, visto che sabato i medici ne avevano descritto l’evoluzione come “positiva” e lo stato “stabile”. E invece, nel giro di poche ore, il quadro clinico è radicalmente mutato.

La nuova insorgenza di aritmie e il trasferimento in terapia intensiva

È stata proprio una “nuova insorgenza di gravi aritmie”, come si legge nel comunicato ufficiale, a innescare il rapido aggravamento. Lucescu, che martedì aveva subito l’intervento, nella notte ha manifestato nuovamente quelle alterazioni del ritmo cardiaco che rappresentano la complicanza più temuta in questi casi. Di conseguenza, i medici hanno disposto il trasferimento d’urgenza dalla degenza ordinaria al reparto di Terapia Intensiva (TI) dell’Ospedale Universitario di Bucarest, dove l’ex allenatore di Inter e Brescia è stato posto in coma farmacologico. Una scelta, questa, che non indica di per sé un esito infausto, ma che serve a proteggere l’organismo da ulteriori stress, riducendo al minimo le richieste metaboliche mentre si cerca di stabilizzare il cuore con farmaci e supporti elettrici. Nessuno dei bollettini, va detto, ha fatto riferimento a danni cerebrali o ad altre conseguenze secondarie dell’arresto circolatorio; l’attenzione rimane focalizzata sulla gestione delle aritmie recidivanti.

La carriera di un tecnico simbolo tra Romania, Italia e Turchia

Lucescu, che il 26 marzo scorso era diventato il commissario tecnico più anziano della storia del calcio scendendo in panchina contro la Turchia nel playoff per i Mondiali 2026 – una partita poi persa 1-0 –, vanta un curriculum che pochi colleghi possono eguagliare. La sua parabola da allenatore, iniziata nei primi anni Ottanta in patria, l’ha portato a guidare squadre come il Brescia, l’Inter, il Galatasaray, il Besiktas, lo Shakhtar Donetsk e il Zenit San Pietroburgo, accumulando trofei e una dote rara: la capacità di rigenerare gruppi di giocatori anche in contesti difficili. In Italia, i tifosi nerazzurri lo ricordano per la stagione 1998-1999, quando ereditò una panchina pesante dopo l’era Simoni, mentre a Brescia gettò le basi per un gioco che avrebbe poi fruttato salvezze insperate. Il suo legame con la Romania, però, non è solo professionale: nato a Bucarest nel 1945, Lucescu ha sempre considerato un onore guidare la propria nazionale, un incarico che aveva già ricoperto tra il 1981 e il 1986 e poi nuovamente a partire dal 2023.

Il silenzio della famiglia e la vigilanza dell’équipe cardiologica

Fonti ospedaliere informano che l’équipe cardiologica, coordinata dai responsabili dell’unità di terapia intensiva, sta monitorando costantemente i parametri vitali dell’ottantenne, senza per ora rendere note le finestre temporali per una possibile riduzione della sedazione. La famiglia del tecnico – che ha sempre mantenuto un riserbo assoluto in queste ore – non ha rilasciato dichiarazioni, limitandosi a seguire gli aggiornamenti dai corridoi del SUUB. La scelta del coma farmacologico, in casi come questo, segue protocolli standardizzati quando le aritmie diventano minacciose o refrattarie ai farmaci somministrati per via endovenosa. Nessun elemento lascia intendere che si siano verificate lesioni ischemiche secondarie, ma la prudenza dei comunicati ufficiali suggerisce che i prossimi giorni saranno decisivi per capire se il cuore di Lucescu risponderà alle terapie o se serviranno interventi più invasivi, come l’impianto di un defibrillatore automatico. I media romeni, dal canto loro, seguono l’evoluzione con la sobrietà che si riserva a certi eventi, evitando titoli enfatici e limitandosi a rilanciare i bollettini ospedalieri.

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