Niente sciopero degli autotrasportatori in Toscana, sospeso il fermo del 20 aprile dopo la morte di un camionista
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Redazione Interno
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La protesta che doveva paralizzare per l’intera giornata del 20 aprile il settore dell’autotrasporto in Toscana – e che molti temevano potesse estendersi per il resto del mese – è stata improvvisamente revocata. A decidere la sospensione con effetto immediato è stata l’organizzazione Trasporto Unito, che nella notte tra il 19 e il 20 aprile aveva dato il via al fermo nazionale, salvo poi fare marcia indietro a poche ore dall’avvio. Il motivo, è bene chiarirlo subito, non ha nulla a che vedere con una mediazione sindacale o con un intervento del governo: a spezzare l’azione di protesta è stata la morte violenta di un camionista, avvenuta mentre l’uomo stava allestendo uno dei presidi previsti dalla mobilitazione.
La tragedia sull’Asse solare, un uomo travolto mentre cercava di gestire il traffico
Il fatto di sangue si è consumato lungo il tratto casertano dell’autostrada A1, dove un camionista di 55 anni – si chiamava Luigi Nappo, secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni – è stato investito e ucciso da un’automobile. Stando alle informazioni raccolte, il cinquantacinquenne era sceso dal proprio mezzo pesante per prestare aiuto ai colleghi in arrivo, cercando di rallentare i veicoli e far defluire il traffico in un’area resa caotica proprio dalla presenza dei Tir fermati per la protesta. Era, insomma, parte attiva del presidio, quando all’improvviso una mini Cooper guidata da un ventitreenne lo ha travolto. Non ci sono state possibilità di salvataggio.
La reazione di Trasporto Unito: fermo sospeso per lutto
La decisione è arrivata con una nota ufficiale, nella quale Trasporto Unito ha spiegato di aver «sospeso con effetto immediato il fermo nazionale dell’autotrasporto in segno di lutto per la scomparsa di un imprenditore del settore, travolto alle prime ore di questa mattina da un’auto e ucciso mentre stava allestendo uno dei presidi di protesta, a Caserta, previsti dal fermo stesso». Nessuna esitazione, dunque: il blocco dei Tir, che avrebbe dovuto svuotare gli scaffali dei supermercati e paralizzare la logistica toscana, è stato cancellato prima ancora che potesse dispiegare pienamente i suoi effetti.
Il caro-carburante alle radici della protesta, un costo destinato a esplodere
A innescare la mobilitazione, va ricordato, non era stato un episodio isolato, bensì l’impennata dei prezzi dei carburanti. Lo ha ribadito Maurizio Longo, segretario generale di Trasporto Unito, spiegando che il rincaro del diesel – rispetto ai livelli del 2025 – rischia di raggiungere quest’anno una cifra prossima ai 17.500 euro per ogni singolo Tir. Una prospettiva, quella delineata da Longo, che secondo l’organizzazione avrebbe fatto deflagrare una crisi di gravità senza precedenti per il settore. Ora però il lutto ha preso il sopravvento sulla rivendicazione, e il fermo – almeno per il momento – resta solo un’ipotesi archiviata.




