Alta tensione in Siria, ribelli jihadisti assediano Aleppo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La situazione in Siria, già drammatica, si è ulteriormente complicata con l'assedio di Aleppo da parte dei ribelli jihadisti. Nonostante gli anni trascorsi, il conflitto continua a mietere vittime e a devastare il paese. Gli uomini si uccidono fra loro, i morti sono pesanti e difficili da trasportare, e la guerra sembra non avere fine. Gli assassini si credono eroi, mentre gli eroi si credono santi, in un contesto dove la distinzione tra bene e male è sempre più sfumata.

Alcuni sostengono che la guerra sia giusta, sia per mantenere al potere Bashar al-Assad e il suo regime, sia per abbatterlo. I jihadisti, dal canto loro, progettano di instaurare un nuovo ordine, alimentando ulteriormente il caos. La tregua in Libano, fragile e precaria, non ha fatto altro che trasferire la tensione in Siria, dove i ribelli jihadisti hanno preso il controllo di gran parte di Aleppo senza incontrare resistenza significativa da parte delle forze dell'ordine locali.

Il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso il desiderio di un cessate il fuoco e di un accordo sugli ostaggi a Gaza prima di assumere l'incarico alla Casa Bianca il 20 gennaio. Tuttavia, la situazione sul campo sembra lontana da una risoluzione pacifica. Nel suo primo discorso dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco, il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha rivendicato la "grande vittoria" su Israele, alimentando ulteriormente le tensioni nella regione.

Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, i ribelli di Hayat Tahrir al-Sham controllano più della metà della città di Aleppo. In soli tre giorni di scontri, si registrano 287 morti tra combattenti, militari e civili.

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