Case e affitti, la Cna avverte: il costo delle abitazioni pesa sullo sviluppo
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Redazione Economia
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Il costo delle abitazioni sta diventando un problema sempre più rilevante per il territorio di Lucca, dove secondo la Cna l’accesso alla casa rischia di trasformarsi in una vera emergenza per il sistema produttivo locale. L’analisi dell’associazione evidenzia come, tra il 2019 e il 2025, i canoni di locazione siano aumentati con un’intensità nettamente superiore rispetto ai redditi da lavoro. Una dinamica che incide sulla possibilità di trovare un alloggio stabile e che coinvolge non soltanto le famiglie, ma anche lavoratori e giovani che cercano di insediarsi nel territorio. La questione abitativa viene così collegata direttamente alla capacità di attrarre e mantenere forza lavoro, elemento considerato essenziale per la crescita economica.
Affitti in aumento molto più dei redditi
Alla base dell’allarme lanciato dalla Cna ci sono i dati elaborati a partire dall’andamento nazionale dei canoni di locazione e delle retribuzioni nette. Il quadro che emerge mostra una crescita degli affitti molto più rapida rispetto a quella degli stipendi. Secondo l’elaborazione realizzata sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni, dal 2019 al 2025 i canoni nei principali capoluoghi italiani sono aumentati fino a cinque volte più dei salari. Questo squilibrio rende progressivamente più difficile sostenere il costo della casa e riduce la quota di reddito disponibile per altre spese essenziali. L’aumento dei prezzi delle locazioni viene indicato come un fattore che aggrava le difficoltà di accesso all’abitazione e che coinvolge fasce sempre più ampie della popolazione.
Il fenomeno non riguarda soltanto una singola area geografica, ma interessa numerose città italiane. In diversi centri urbani il peso dell’affitto sulle retribuzioni è diventato particolarmente elevato. Milano viene indicata come la città più costosa, con canoni che assorbono mediamente il 73% dello stipendio netto, mentre a Firenze la quota raggiunge il 62%. Il canone supera inoltre il 50% delle retribuzioni medie anche in altre città come Bologna, Venezia, Roma, Padova, Verona e Pisa. Questi numeri descrivono una tendenza che si è consolidata nel corso degli anni e che rende più complesso trovare un equilibrio tra costo della vita e disponibilità economica delle famiglie.




