Il giallo di Garlasco, le cugine Cappa e il fratello Marco Poggi convocati dai pm
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Redazione Interno
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A distanza di quasi diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco, la Procura di Pavia ha deciso di compiere un passo che, per quanto previsto dalle procedure, non manca di restituire al caso un’inedita tensione investigativa. I carabinieri, su delega degli inquirenti, hanno ufficialmente convocato in qualità di persone informate sui fatti – e quindi non come indagati – le gemelle Stefania e Paola Cappa, cugine della vittima, nonché Marco Poggi, fratello di Chiara e da sempre legato da un rapporto di amicizia ad Andrea Sempio, l’unico indagato per l’omicidio. Oggi, 5 maggio, tocca alle due sorelle Cappa: saranno ascoltate per ricostruire dettagli, battute, confidenze risalenti ai giorni immediatamente successivi al delitto. Domani, invece, sarà la volta di Marco Poggi; lo stesso giorno verrà sentito anche Sempio, che da mesi è tornato al centro delle attenzioni della magistratura dopo la parziale archiviazione della posizione dell’ex fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva ma ancora impegnato in un percorso di revisione della pena.
Le parole “profetiche” di Stefania Cappa e la pista dell’avances non corrisposta
Ciò che gli inquirenti vogliono vagliare, ascoltando le due cugine, è il contenuto di alcune conversazioni private, mai approfondite nelle fasi precedenti delle indagini, e che sembrano acquisire oggi un peso specifico diverso. In particolare, Stefania Cappa – stando a quanto emerge dagli atti – avrebbe pronunciato, a caldo dopo l’omicidio, una frase ritenuta dai pm “profetica” alla luce della nuova ipotesi di movente legata a una possibile aggressione sessuale. Paola, l’altra gemella, avrebbe in seguito sostenuto qualcosa di simile: «Secondo me ha potuto avere delle avances non corrisposte da qualche uomo che non ha accettato il rifiuto, facendosene una vera fobia e, studiate le abitudini di Chiara in questa settimana, ha agito d’impulso». Parole che, registrate o riferite da terzi, potrebbero ora offrire una cornice diversa alla ricostruzione della notte del 13 agosto, laddove la Procura pare orientata a ritenere che Chiara abbia subito un tentativo di violenza sessuale prima di venire uccisa. Le gemelle, residenti fuori provincia e all’epoca molto vicine alla cugina, verranno ascoltate separatamente per evitare condizionamenti reciproci; gli investigatori cercheranno di capire se quelle considerazioni fossero semplici illazioni familiari o il riflesso di confidenze ricevute direttamente dalla vittima nelle settimane precedenti la morte.
Marco Poggi, l’amicizia con Sempio e la cartella protetta nel pc di Chiara
Ancor più articolata appare la posizione di Marco Poggi, fratello maggiore di Chiara, che verrà sentito domani. Marco è da sempre un’amicizia con Andrea Sempio – frequentatore abituale di Garlasco e appassionato di informatica – e proprio questo legame lo ha reso una figura peculiare nel mosaico investigativo. I pm intendono interrogarlo su due aspetti specifici. Il primo riguarda alcune frasi che lui stesso avrebbe pronunciato dopo l’omicidio: parole riferite a dei filmati presenti nel computer della sorella, conservati in una cartella alla quale solo Chiara aveva accesso tramite una password. Una protezione, quella della vittima, che secondo una consulenza informatica ancora in parte inedita sarebbe stata attiva prima del delitto. Il secondo aspetto è forse il più delicato: quei video – il cui contenuto non è stato interamente divulgato – potrebbero celare dettagli sulla vita privata di Chiara, eventuali frequentazioni o messaggi ricevuti da terzi. La Procura vuole dunque sapere da Marco se lui fosse a conoscenza di quelle registrazioni, se ne avesse mai parlato con Sempio, e perché quelle parole sul pc della sorella emersero proprio nei giorni successivi all’omicidio. Non si tratta, va sottolineato, di un ripescaggio di vecchie carte: la consulenza informatica disposta dalla Procura di Pavia ha restituito recentemente nuovi elementi, finora rimasti riservati, che potrebbero gettare luce su accessi, tentativi di lettura della cartella o movimenti anomali dei file antecedenti al ritrovamento del.
Andrea Sempio, unico indagato, e la partita a scacchi degli inquirenti
La convocazione di Sempio, fissata per domani stesso, non rappresenta un atto formale ma il vertice di una strategia investigativa che negli ultimi mesi ha subito una torsione netta. Dopo aver parzialmente accantonato l’ipotesi di un movente passionale legato alla sola relazione con Stasi, i pm hanno rimescolato le pedine e puntato su Sempio, classe 1985, all’epoca dei fatti ventiduenne e già noto alle forze dell’ordine per altri versanti. La nuova ipotesi accusatoria non è stata ancora formalizzata in un’imputazione chiusa, ma si muove lungo la direttrice di un tentativo di violenza sessuale seguito dall’omicidio. Il fatto che Sempio sia stato convocato lo stesso giorno di Marco Poggi – il quale resta un testimone, non un indagato, benché il suo nome sia circolato in alcune intercettazioni ambientali – ha spinto gli osservatori giudiziari a parlare di un’audizione incrociata: gli inquirenti confronteranno le dichiarazioni dei due amici cercando incoerenze o conferme. Intanto, la Procura ha già acquisito i tabulati telefonici, i movimenti bancari e alcune tracce biologiche repertate sulla scena del crimine, sottoposte a nuovi accertamenti genetici. Nessuna prova schiacciante è emersa finora, ma gli sviluppi di questi due giorni – gli interrogatori delle gemelle, di Marco e di Sempio – potrebbero fornire la base per una richiesta di rinvio a giudizio oppure, al contrario, per una nuova archiviazione parziale. Il giallo di Garlasco, insomma, tiene ancora aperto uno dei capitoli più tormentati della cronaca nera italiana, senza che alcun colpo di scena abbia però finora restituito una verità processuale definitiva diversa dalla condanna di Alberto Stasi, la cui posizione rimane comunque oggetto di revisione in sede civile.




