Meloni nel Golfo: 26 miliardi di interscambio per blindare l’energia italiana

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è chiusa ieri la visita lampo – poco più di ventiquattro ore suddivise tra Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti – della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha voluto personalmente presidiare un quadrante geopolitico decisivo per gli approvvigionamenti nazionali. In una fase, quella attuale, caratterizzata da crescenti tensioni sullo Stretto di Hormuz e da una imprevedibilità dei flussi di gas e carburanti, la missione assume i contorni di una operazione di diplomazia economica a tutto campo. La premier, rivendicando in un video pubblicato sui social la necessità di “difendere l’interesse nazionale”, ha messo nero su bianco un dato che parla chiaro: l’interscambio commerciale tra l’Italia e i tre Paesi del Golfo ha già superato i 26 miliardi di euro nel 2025, una cifra che spiega da sola il peso di quei legami.

Energia e sicurezza: il doppio binario della missione

“Credo che per l’Italia sia importante, in una fase così difficile, essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico”, ha dichiarato Meloni, rivendicando l’iniziativa mentre a Bruxelles cinque ministri dell’Economia Ue – tra questi Giancarlo Giorgetti – hanno chiesto a gran voce una misura comune per tassare gli extraprofitti delle società energetiche. Un elemento, quest’ultimo, che non è passato inosservato: da un lato il governo rafforza i canali bilaterali con i grandi produttori del Golfo, dall’altro sollecita a livello europeo un intervento redistributivo sulle rendite generate proprio dal caro energia. La presidente del Consiglio ha voluto blindare accordi che riguardano non solo le forniture immediate, ma anche investimenti strategici in infrastrutture e tecnologia, senza tuttavia divulgare i dettagli operativi dei singoli memorandum.

Le ombre sulla crisi di governo e l’informativa in Parlamento

Il viaggio nel Golfo, tuttavia, si è svolto su uno sfondo politico interno particolarmente accidentato. Giovedì prossimo Meloni sarà costretta a presentare un’informativa alle Camere, dopo il colpo del referendum che ha bocciato la riforma della giustizia e dopo le dimissioni – rispettivamente – della ministra del Turismo Daniela Santanchè, del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e della capo di gabinetto dello stesso ministero, Bartolozzi. Tre uscite di scena che hanno scosso la maggioranza e che proiettano l’esecutivo in una fase di palpabile fragilità. In questo contesto, la missione internazionale assume anche il valore di una controffensiva politica: mostrare all’opinione pubblica e ai partner europei un governo capace di agire su due tavoli, quello domestico e quello estero, senza lasciarsi paralizzare dalle turbolenze.

Rischio Hormuz e la posta in gioco per i conti pubblici

La chiusura virtuale dello Stretto di Hormuz – o anche solo la sua minaccia – rischia di riverberarsi pesantemente sui conti pubblici italiani e, di conseguenza, sul portafoglio dei cittadini. L’Italia, va ricordato, dipende per una quota rilevante del proprio fabbisogno energetico da rotte che attraversano quel passaggio obbligato. Meloni ha cercato di diversificare le fonti e i fornitori, stringendo con Doha, Riyadh e Abu Dhabi intese che vadano oltre il semplice acquisto di gas liquefatto. Si parla di partenariati in ambito di idrogeno verde, di efficienza energetica e di produzione rinnovabile, anche se al momento non sono stati resi noti cronoprogrammi vincolanti. L’interlocuzione con i vertici di quei Paesi – monarchie assolute governate da leader con i quali l’Italia ha rapporti consolidati – ha confermato la volontà reciproca di alzare il livello dell’interscambio, già arrivato a quella cifra ragguardevole di 26 miliardi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.