Milano, è morto il 30enne ferito nello scontro a fuoco di Rogoredo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È morto questa mattina, 7 febbraio, all’ospedale Niguarda di Milano il trentenne cinese Wenham Liu, che da sei giorni lottava contro ferite gravissime riportate durante un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine. I medici, i quali avevano tentato ogni strada possibile, non sono riusciti a strapparlo a un destino che appariva segnato sin dal suo ricovero, conseguenza diretta di una sparatoria scoppiata nel primo pomeriggio di giovedì primo febbraio in piazza Mistral, cuore del quartiere di Rogoredo. La dinamica di quell’episodio, che segue di pochi giorni un altro fatto di sangue nella medesima area periferica, si è dipanata con una violenza inattesa e fulminea, precipitando una normale operazione di controllo in uno scontro armato.

L'aggressione alla guardia giurata e la fuga

Tutto ebbe inizio quando Wenham Liu, senza un apparente motivo, aggredì una guardia giurata colpendola con una mazza e sottraendole la pistola d’ordinanza. Armato di quell’arma, l’uomo si diede alla fuga attraverso le vie del quartiere, attirando l’intervento di una pattuglia specializzata. A essere allertati furono infatti gli agenti dell’Uopi, l’unità operativa della polizia di stato creata dopo gli attentati di Parigi al Bataclan, la cui presenza in zona era già intensificata a seguito di recenti episodi di criminalità. La loro volante blindata si lanciò all’inseguimento del fuggitivo, il quale, piuttosto che fermarsi, scelse la strada dello scontro frontale.

Lo scontro a fuoco con la polizia

Nel corso della fuga, mentre gli agenti tentavano di bloccarlo, il trentenne si voltò verso di loro e fece fuoco utilizzando l’arma sottratta poco prima. I colpi, che raggiunsero il veicolo di servizio, costrinsero gli agenti a rispondere all’attacco per neutralizzare la minaccia. La reazione della pattuglia, che agiva in legittima difesa, centrò il malvivente, il quale stramazzò al suolo in piazza Mistral dopo un breve conflitto. Sul posto intervennero immediatamente i soccorsi, che trasportarono il ferito in codice rosso al vicino Niguarda, dove i sanitari constatarono la criticità delle sue condizioni, determinate da lesioni interne e a organi vitali.

Le indagini e il contesto di Rogoredo

Le indagini sulla vicenda, coordinate dalla procura, procedono ora per ricostruire ogni passaggio con precisione, acquisendo filmati di sorveglianza e ascoltando i testimoni dell’accaduto. Gli inquirenti dovranno anche valutare la condotta degli agenti coinvolti, sebbene le prime risultanze depongano per un’azione resasi necessaria a fronte di un’aggressione armata. L’episodio si inserisce in un contesto, quello di Rogoredo, teatro di un altro fatto di sangue solo pochi giorni prima, quando un pusher di origine marocchina trovò la morte per mano di un poliziotto in circostanze ancora da chiarire completamente. Questi eventi consecutivi accendono i riflettori sulle dinamiche di controllo del territorio in aree periferiche complesse, dove l’azione delle forze dell’ordine si muove spesso su un crinale sottile tra ordine pubblico e difesa personale.

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