A Milano è morto il 30enne cinese ferito nello scontro a fuoco di Rogoredo
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Redazione Interno
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Liu Wenham, il trentenne di nazionalità cinese che una settimana fa venne colpito alla testa e a un braccio durante un conflitto a fuoco con le forze dell'ordine nell'area di piazza Mistral, a Rogoredo, ha perso la vita all'ospedale Niguarda, dove era ricoverato in condizioni critiche sin dalla sera dell'incidente. L'episodio, che si inserisce in un contesto di tensioni nella periferia sud-est di Milano – teatro, pochi giorni prima, di un altro fatto di sangue con esito letale che aveva visto coinvolto un giovane marocchino –, ha avuto inizio quando l'uomo, armato di una mazza, ha aggredito una guardia giurata privata per sottrarle la pistola d'ordinanza.
La dinamica dello scontro
Impossessatosi dell'arma, Wenham ha iniziato a fuggire tra le vie del quartiere, attirando l'intervento di una pattuglia specializzata dell'Uopi, il reparto operativo della Polizia di Stato istituito in seguito agli attacchi terroristici di Parigi del 2015. Gli agenti, che viaggiavano a bordo di una volante blindata, si sono trovati sotto il fuoco dell'uomo, il quale, stando a quanto ricostruito, ha esploso diversi colpi contro di loro. La reazione degli operatori, che hanno risposto al fuoco per neutralizzare la minaccia, è stata immediata e ha causato le ferite gravissime al 30enne, il cui decesso è sopraggiunto dopo sette giorni di agonia.
Le indagini e il contesto
Le autorità investigative, mentre proseguono gli accertamenti per definire con precisione ogni passaggio della vicenda, stanno esaminando la sequenza degli spari e la condotta di tutti gli attori coinvolti, un lavoro meticoloso che si scontra con la complessità di simili eventi. La cronaca nera milanese, d'altronde, registra con una certa frequenza episodi di violenza armata in quelle zone, sebbene raramente si giunga a uno scontro diretto con le forze dell'ordine di tale intensità. La presenza di reparti specializzati come l'Uopi, peraltro, testimonia il livello di allerta mantenuto in certe aree della città, considerate sensibili.
Il percorso giudiziario
La magistratura, alla quale spetta il compito di fare piena luce sulla dinamica e sulle responsabilità, ha avviato il consueto iter istruttorio che segue simili tragedie. L'inchiesta, che dovrà valutare nel dettaglio la legittimità dell'uso delle armi da fuoco da parte degli agenti – i quali, secondo il primo quadro, hanno agito in stato di necessità dopo essere stati presi di mira –, rappresenta ora il fulcro della vicenda. La morte di Wenham, che chiude il capitolo più drammatico dell'accaduto, non conclude il lavoro degli inquirenti, chiamati a redigere un rapporto definitivo su quanto accaduto in quella sera di inizio febbraio.




