Bonus prima casa e Superbonus, il fisco allunga i tempi per la residenza
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Redazione Economia
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L'Agenzia delle Entrate, con la risposta ad interpello n. 230/E del 3 settembre 2025, ha stabilito che la sospensione dei termini legati all'agevolazione prima casa – disposta a causa dell'emergenza pandemica nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 ottobre 2023 – si applica anche alla scadenza dei 30 mesi previsti per il trasferimento formale della residenza. Questo lasso di tempo, che rappresenta un requisito fondamentale per chi ha acquistato un immobile con il beneficio "prima casa" e ha successivamente usufruito del Superbonus per effettuare gli interventi di riqualificazione energetica di cui alle lettere a), b) e c) dell’articolo di riferimento, viene dunque prorogato. Ne consegue, in pratica, che i contribuenti coinvolti in simili operazioni avranno tempo fino ad aprile del 2026 per formalizzare l'effettivo trasferimento della residenza anagrafica nel Comune dove sorge l'immobile oggetto degli interventi, scongiurando così il rischio di dover restituire le agevolazioni fiscali già ottenute.
Parallelamente a questa importante delucidazione di carattere temporale, il fisco è recentemente intervenuto per chiarire un altro aspetto cruciale, e spesso fonte di equivoci, legato alle agevolazioni per l'acquisto della prima casa: la natura strettamente personale del credito d'imposta per il riacquisto. Tale beneficio, come specificato dall'Amministrazione finanziaria, spetta esclusivamente al soggetto che ha usufruito originariamente del bonus e che, avendo venduto l'abitazione agevolata, procede all'acquisto di una nuova prima casa entro il termine biennale. Il diritto al credito, pertanto, è intrasmissibile agli eredi in caso di decesso del contribuente; un principio che viene applicato con rigore anche laddove sussistano situazioni di comproprietà sull'immobile, nelle quali l'ammontare del beneficio non subisce incrementi proporzionali ma rimane ancorato alla figura del singolo soggetto beneficiario.




