Ucraina, Kravchenko lascia il paese dopo gli avvisi di garanzia contro la Nabu

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Ruslan Kravchenko ha firmato due avvisi di garanzia prima di lasciare l'Ucraina. Il primo è contro Semen Kryvonos, capo dell'Autorità nazionale anti-corruzione (Nabu). Il secondo contro una persona vicina al vertice della Procura speciale anti-corruzione (Sapo). A riferirlo è il Kyiv Independent, secondo cui Kravchenko ha attraversato il confine nella notte tra il 13 e il 14 settembre a bordo di un veicolo ufficiale, ufficialmente per un viaggio di lavoro in Lituania.

Le accuse contro Kryvonos

Secondo quanto ricostruito dal procuratore generale dimissionario, Kryvonos avrebbe falsificato documenti ufficiali per ottenere un vantaggio illecito di particolare gravità. Nel video pubblicato su Telegram, Kravchenko ha citato un episodio risalente al 2008, quando Kryvonos avrebbe partecipato a un piano per pagare studenti dell'Università nazionale linguistica di Kiev e dell'Università nazionale Taras Shevchenko affinché votassero per il Blocco Julija Tymošenko. Il procedimento fu chiuso nel 2010, ma secondo Kravchenko sarebbe riemerso durante la selezione per la guida della Nabu.

L'accusa successiva riguarda un'adozione fittizia: Kryvonos avrebbe convinto una madre single a presentare una domanda congiunta di riconoscimento di paternità per ottenere l'amnistia. Kryvonos ha respinto le accuse, dichiarando di non aver mai ricevuto formalmente alcun avviso di garanzia.

La versione della Nabu e della Sapo

La Nabu e la Sapo hanno definito le azioni di Kravchenko una continuazione di un attacco sistematico alle istituzioni anticorruzione indipendenti del paese. Hanno inoltre negato che durante le perquisizioni nella Procura generale siano stati sottratti fascicoli relativi a propri dirigenti e dipendenti. Kryvonos, in una conferenza stampa, ha spiegato che i documenti sequestrati contenevano informazioni su casi di controspionaggio riguardanti propri detective, alcuni dei quali erano già stati oggetto di sorveglianza.

Il quadro dell'inchiesta Cartagine

L'inchiesta che ha travolto Kravchenko è stata avviata dalla Nabu e dalla Sapo il 4 settembre. Gli inquirenti sostengono di aver smascherato un'organizzazione criminale che operava all'interno della Procura generale e che forniva protezione a una rete di call center fraudolenti, attivi in tutta l'Ucraina e all'estero. Secondo l'accusa, il gruppo raccoglieva tangenti dai call center e riciclava i proventi illeciti. Il presunto capo dell'organizzazione, Serhii Kropyva, vicecapo del Dipartimento per la cooperazione internazionale della Procura generale, è stato arrestato.

Nelle intercettazioni, Kropyva si riferisce a Kravchenko chiamandolo "capo" e, secondo i magistrati, avrebbe curato personalmente la ristrutturazione di una villa di 280 metri quadri nella quale il procuratore generale viveva, a Kozyn, zona residenziale alle porte di Kiev.

Il decreto presidenziale e il voto in Parlamento

Nella serata del 14 settembre, il presidente Volodymyr Zelensky ha firmato il decreto numero 905/2026 con il quale ha sospeso Kravchenko dall'incarico di procuratore generale. Zelensky ha anche chiesto alla Verkhovna Rada di approvare la rimozione definitiva, dichiarando che per Kravchenko esiste una sola strada, quella della destituzione. La commissione parlamentare competente ha già espresso parere favorevole, e il voto in aula è previsto per il 15 settembre.

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