Milano dà l'addio a Ornella Vanoni, una folla commossa al Teatro Grassi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Una fiumana di persone, stimata in circa cinquemila, ha reso omaggio a Ornella Vanoni, snodandosi in una lunghissima coda che dal Teatro Grassi di Milano giungeva fino a piazza Cairoli, in un silenzio rotto solo da applausi spontanei e commossi. All'interno del foyer, dove la carriera dell'artista era sbocciata sotto la guida di Giorgio Strehler, una bara semplice era accolta da due cuscini di girasoli e da una grande ghirlanda di rose bianche, mentre le note di "Domani è un altro giorno", una delle sue canzoni più emblematiche, risuonavano in un sottofondo carico di emozione. Quel luogo, che per la cantante aveva rappresentato l'inizio di un percorso straordinario prima di diventare un'icona della musica leggera, diventava così il palcoscenico di un ultimo, sentito saluto collettivo.
Gli ultimi momenti e il regalo inedito
La scomparsa di una figura così centrale nel panorama artistico nazionale ha lasciato un vuoto profondo, che si percepiva tra i volti noti e quelli del pubblico comune accorsi per un ultimo arrivederci. Tra coloro che hanno condiviso con lei momenti privati e professionali, Mario Lavezzi, produttore e amico fraterno, ha voluto rivelare alcuni dettagli degli ultimi istanti, svelando l'esistenza di un'inedita cover registrata dalla Vanoni, un ultimo dono per i suoi affezionati ascoltatori. Un testamento artistico, questo, che si aggiunge a un'eredità musicale immensa, capace di attraversare decenni senza perdere un briciolo della sua autenticità.
Gli omaggi dal mondo dello spettacolo
L'eco della sua perdita ha immediatamente generato una serie di tributi, programmati e spontanei, che sottolineano l'impronta indelebile da lei lasciata. Mara Venier ha dedicato l'intera puntata del suo programma domenicale alla memoria della cantante, mentre Elodie, in un gesto toccante e non previsto, ha voluto omaggiarla salendo sul palco del concerto di Annalisa a Roma per duettare su "L'appuntamento". Iniziative che dimostrano, al di là delle formalità, quanto il suo esempio e il suo repertorio continuino a essere un punto di riferimento per le generazioni di artisti che sono seguite.
Le voci degli amici e le sue volontà
Nel corso della camera ardente, molti degli artisti presenti hanno condiviso aneddoti e ricordi personali, dipingendo a tinte vivide il ritratto di una donna dal carattere forte e passionale. Tra le volontà espresse dalla Vanoni per la cerimonia funebre c'era quella di avere al suo fianco la tromba di Paolo Fresu, il quale, ricordando il loro primo incontro in un locale milanese e la complicità di trent'anni di collaborazione, ha rievocato l'immagine della sua mano tremante prima di salire sul palco, un dettaglio umano che racconta la tensione e il rispetto per il pubblico che non l'hanno mai abbandonata.




