Matteo Materazzi e la battaglia contro la sla, tra speranze e gesti inaspettati

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quello che sembrava un banale mal di schiena, a marzo dello scorso anno, si è rivelato l’inizio di un incubo. Matteo Materazzi, 49 anni, procuratore sportivo e fratello dell’ex difensore Marco – bandiera dell’Inter e campione del mondo nel 2006 – ha iniziato a zoppicare, perdendo peso in modo inspiegabile. Sei mesi dopo, la diagnosi: sclerosi laterale amiotrofica, una forma rara e aggressiva legata alla mutazione della proteina TDP-43. Oggi Matteo, come racconta la moglie Maura, «non si muove più, se non con le mani».

La malattia, che avanza senza possibilità di remissione, ha spinto la famiglia a cercare una terapia sperimentale presso la Columbia University di New York, il cui costo – 1,5 milioni di dollari – ha reso necessario lanciare una raccolta fondi su GoFundMe. Un appello che, in poche ore, ha raccolto centinaia di donazioni, anche grazie a un sostegno inaspettato: quello di Zlatan Ibrahimovic.

L’ex attaccante, oggi Senior Advisor del Milan, non ha esitato a superare le storiche rivalità con Marco Materazzi – i due si scontrarono più volte sul campo, in particolare durante i derby milanesi – per diffondere la campagna di raccolta fondi. «Forza Matteo», ha scritto su Instagram, accompagnando il messaggio con il link alla pagina delle donazioni. Un gesto che, al di là delle antiche tensioni sportive, ha riportato l’attenzione su una malattia ancora senza cura.

La sla, che colpisce i motoneuroni portando a una progressiva paralisi, ha un’incidenza di circa 2 casi ogni 100mila persone l’anno. Quella che ha colpito Matteo è una variante particolarmente aggressiva, legata a una mutazione genetica rara. La terapia sperimentale a cui punta la famiglia – attualmente in fase di studio – rappresenta l’unica speranza concreta, sebbene i costi proibitivi ne rendano difficile l’accesso.

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