Oro e argento toccano nuovi record, tra tesori nascosti e timori degli orafi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre i future sull'oro, che hanno ormai superato la soglia dei quattromila dollari, vivono una fase di consolidamento, il metallo giallo conferma una solidità che lascia pochi dubbi agli analisti. Il quadro tecnico, del resto, non mostra ancora quei segnali di deterioramento che spesso anticipano una pausa correttiva, nemmeno una di quelle fisiologiche che si osservano nei movimenti di breve periodo. Questo scenario, caratterizzato da un'impennata che ha spinto il valore a ripetere più volte i suoi massimi storici, trova un riscontro immediato nella vita di tutti i giorni, dove c'è chi si reca nelle agenzie di compro oro per scoprire che un vecchio gioiello dimenticato in un cassetto può valere una piccola fortuna: una moneta di piccole dimensioni può essere valutata quasi settecento euro, mentre un esemplare più grande arriva a superare i quattromila.

Il confronto con il decennio passato

Se si osserva l'arco degli ultimi dieci anni, la progressione del valore appare ancor più evidente. Un chilo d'oro, che nel 2015 aveva un prezzo di circa trentatremila euro, oggi viene scambiato a oltre centoundicimila euro, una cifra che testimonia la forza di un trend rialzista di lunga durata. È proprio questa ascesa, peraltro, a far lievitare il valore di ciò che molti possiedono senza saperlo, spingendo un numero crescente di persone a disfarsi di cimeli di famiglia e gioielli che non usano più, trasformando quello che era un oggetto sentimentale in una liquida risorsa economica.

Le ripercussioni sul distretto orafo

Dall'altra parte della medaglia, però, l'explosionde del prezzo della materia prima comincia a generare apprensione in uno dei fiori all'occhiello del made in Italy: il distretto orafo vicentino, che conta seicento imprese rinomate a livello internazionale, deve ora misurarsi con una realtà inedita. La differenza di costo, come si evince da alcuni casi, può ammontare a oltre duecento euro per il solo valore di due grammi di materiale, un dato che incide profondamente sui costi di produzione e sulla pianificazione aziendale. La preoccupazione, dunque, serpeggia tra gli artigiani e gli industriali del settore, i quali vedono il chilo d'oro raggiungere i centododicimila euro, un livello ben distante dai quarantacinquemila che si registravano appena due anni or sono.

Il contesto internazionale

Il rally dei metalli preziosi, che non risparmia neppure l'argento, è stato alimentato in larga misura dalle politiche delle banche centrali, le quali, con le loro mosse, hanno influito notevolmente sui mercati. L'acquisto di oro da parte di queste istituzioni finanziarie, insieme ad altre dinamiche macroeconomiche globali, ha creato un terreno fertile per una corsa al rialzo che sembra, al momento, non aver esaurito la sua spinta propulsiva, nonostante i prezzi si attestino ormai su livelli che molti definiscono storici.

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