Allarme terrorismo a Milano, indagine su due iraniani legati a un centro islamico
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Redazione Interno
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L’allarme terrorismo a Milano torna al centro dell’attenzione dopo l’apertura di un’indagine nei confronti di due cittadini iraniani che frequenterebbero un centro islamico della città. Il caso viene inserito in una sequenza di episodi richiamati nel dibattito pubblico, tra cui l’attentato di Modena e altri fatti citati a Firenze e Reggio Emilia.
Al centro dell’inchiesta ci sono accuse di «associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico», contestate a due connazionali residenti nell’area milanese.
L’attività investigativa ha portato a perquisizioni eseguite dai carabinieri del Ros, che hanno interessato anche un esercizio commerciale nel centro della città. ecodibergamo +3
La perquisizione e la posizione dell’indagato
Uno dei due iraniani coinvolti nell’indagine ha raccontato l’arrivo degli investigatori nel proprio negozio, spiegando che la perquisizione sarebbe iniziata nella mattinata di giovedì. L’uomo, 35 anni, lavora nell’attività insieme al padre e ha respinto ogni addebito.
Nelle sue dichiarazioni sostiene di non aver commesso nessuno dei fatti che gli vengono contestati e riferisce di aver contattato immediatamente il proprio avvocato quando gli accertamenti sono iniziati.
Lo stesso commerciante ha ricordato la lunga presenza della famiglia nell’area commerciale del centro cittadino, sottolineando che l’attività opera da molti anni nella zona. corriere +3
L’accusa riportata nell’inchiesta riguarda sia lui sia un altro cittadino iraniano residente a Segrate, nel Milanese. Le contestazioni formulate dagli investigatori fanno riferimento a ipotesi di reato particolarmente gravi, mentre gli accertamenti si concentrano sui rapporti e sulle frequentazioni dei soggetti coinvolti.
Al momento, dalle informazioni disponibili emerge la netta presa di distanza dell’indagato rispetto alle accuse, mentre le attività investigative proseguono per chiarire il quadro delineato dagli inquirenti. corriere +3
Il centro islamico Imam Ali e il contesto richiamato nell’inchiesta
Uno degli elementi richiamati nella vicenda riguarda il centro islamico Imam Ali di Milano, indicato come luogo frequentato dai due iraniani oggetto delle perquisizioni. Nella ricostruzione riportata, il centro viene collegato a un episodio avvenuto nel marzo 2026, quando sarebbe stata commemorata la morte di Ali Khamenei.
Il riferimento compare all’interno di un quadro più ampio che descrive la presenza e l’attività di realtà sciite considerate vicine alle posizioni del regime iraniano.
Secondo questa interpretazione, tali strutture opererebbero da anni sul territorio italiano e avrebbero assunto un ruolo ancora più visibile nel periodo segnato dalle tensioni e dal conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele. corriere +3
Nel testo viene inoltre sostenuto che la diffusione di messaggi favorevoli agli ayatollah e al regime iraniano sarebbe passata spesso in secondo piano nel dibattito pubblico, pur mantenendo una presenza costante attraverso centri religiosi e attività online.
L’attenzione degli investigatori nei confronti di soggetti ritenuti vicini ai Pasdaran viene presentata come un segnale di un monitoraggio più intenso da parte delle forze dell’ordine.
In questa prospettiva, la perquisizione eseguita a Milano rappresenterebbe uno degli sviluppi più recenti di un’attività di controllo che riguarda ambienti considerati sensibili sotto il profilo della sicurezza. corriere +3
Le reazioni e il dibattito politico attorno alla vicenda
La notizia dell’indagine si inserisce anche in un contesto di forte confronto politico e culturale. Nel testo vengono richiamati temi come la gestione dell’integrazione, il ruolo dei centri islamici e la presenza di manifestazioni religiose negli spazi pubblici.
Vengono inoltre citate accuse rivolte a una parte della politica, ritenuta incapace di riconoscere o contrastare fenomeni considerati pericolosi dai critici. In questo quadro, la vicenda milanese viene utilizzata come esempio per sostenere l’esistenza di una minaccia che, secondo questa lettura, sarebbe stata sottovalutata per anni. ilgiornale +3
Accanto alle polemiche, restano gli elementi investigativi che hanno portato all’apertura del fascicolo e alle perquisizioni nei confronti dei due cittadini iraniani.
L’indagine richiama l’attenzione sul centro Imam Ali e sulle attività attribuite ad alcuni soggetti che lo frequenterebbero, mentre uno degli indagati continua a dichiararsi completamente estraneo alle accuse.
Il procedimento rappresenta l’ultimo sviluppo di una vicenda che intreccia sicurezza, attività investigative e rapporti con ambienti legati alla realtà iraniana presente sul territorio milanese. repubblica +3




