L’ultima domenica di gare: Lochner vince l’oro nel bob a 4, Baumgartner chiude quinto. Splendido bronzo dello svizzero Vogt

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Si sono spente le luci sulla pista Eugenio Monti del Centro Sliding di Cortina, e con l’ultima discesa del bob a 4 maschile si è chiuso ufficialmente il programma sportivo dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Sul budello di ghiaccio che ha ospitato le sfide più veloci, la gara regina del bob ha offerto uno spettacolo di altissimo livello, confermando la superiorità della scuola tedesca, seppur con una crepa inaspettata nel muro teutonico rappresentata dalla splendida rimonta della Svizzera. L'equipaggio guidato da Johannes Lochner, già oro nel bob a due, non ha lasciato spazio a interpretazioni, siglando una doppietta personale che lo consacra tra i grandi di questo sport. Il tempo totale di 3 minuti, 37 secondi e 57 centesimi è stato irraggiungibile per tutti, compreso il suo illustre connazionale Francesco Friedrich – secondo a 57 centesimi – che deve così accontentarsi nuovamente dell’argento come accaduto nella specialità a due -1-7.

La vera battaglia, quella che ha tenuto col fiato sospeso gli appassionati fino all’ultimo centesimo, è stata però quella per il gradino più basso del podio. Un podio tutto tedesco, che sembrava una logica conseguenza della superiorità mostrata in queste settimane, è stato negato da una prestazione semplicemente monumentale dello svizzero Michael Vogt. Il 28enne di Wangen, partito con il quarto crono dopo le prime due manche, ha piazzato una progressione straordinaria nell'ultima discesa, operando un sorpasso da manuale ai danni del giovane tedesco Adam Ammour. Il distacco finale, con Vogt a 1 secondo e 7 centesimi da Lochner e Ammour scivolato quarto a +1”11, è la fotografia perfetta di un'impresa realizzata con i denti, per soli quattro centesimi di vantaggio -1-7. L'elvetico, già bronzo agli Europei di St. Moritz, ha così regalato alla sua nazione una medaglia storica, interrompendo il duopolio tedesco e regalando un finale di gara ricco di pathos.

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