Schifani, terremoto in Regione: rimossi i dirigenti al centro dell'inchiesta sugli appalti
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Redazione Interno
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Il presidente della Regione, rientrato anticipatamente a Palermo dalla missione a Bruxelles, ha convocato d'urgenza la Giunta, mostrando una serenità che, in realtà, nasconde la profonda tensione politica generata dalle indagini della Procura. Le decisioni, annunciate in un clima da stato d'assedio dentro il fortino di Palazzo d'Orleans, hanno riguardato in via prioritaria la rimozione degli alti burocrati regionali i cui nomi figurano negli atti dell'inchiesta, un'operazione che, sebbene attesa, rappresenta solo il primo passo di una crisi di governo più ampia. L'azione di Schifani, che segue di poco le notizie sul coinvolgimento di esponenti politici e funzionari pubblici in un sistema di appalti legato alla sanità, mira a contenere le ricadute immediate, mentre la maggioranza di centrodestra vive ore concitate, trasformata in un suk ingovernabile dove ogni alleato avanza le sue pretese.
Le mosse immediate dopo le indagini
La risposta istituzionale si è concretizzata in tre provvedimenti urgenti, il più significativo dei quali è il licenziamento dei dirigenti burocrati finiti nel mirino degli investigatori. Questa mossa, che qualcuno nella maggioranza giudica persino troppo cauta, evita per il momento un confronto diretto con le componenti politiche alleate, sebbene Fratelli d'Italia eserciti un pressing non indifferente affinché vengano estromessi dalla Giunta anche gli esponenti più vicini a Totò Cuffaro. L'inchiesta, che tocca da vicino la Democrazia Cristiana e il suo leader, ha infatti prodotto un effetto domino, costringendo la politica a rincorrere gli eventi giudiziari, i cui prossimi sviluppi sono attesi tra pochi giorni con gli interrogatori di garanzia a Palermo per gli indagati siracusani.
Il caso Asp di Siracusa e la figura del commissario
Tra gli epicentri del terremoto giudiziario c'è l'Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa, dove cinque dirigenti e funzionari sono finiti sotto inchiesta, una situazione che ha portato il direttore generale Alessandro Caltagirone ad autosospendersi dalla carica e dallo stipendio. Per gestire l'emergenza, il governo regionale ha scelto di nominare un commissario straordinario, affidando per sei mesi la guida della sanità aretusea a Chiara Serpieri, una figura tecnica indicata per la sua autonomia e la consolidata esperienza. La sua designazione, che arriva nel pieno del "terremoto" investigativo, rappresenta un tentativo di stabilizzazione in attesa che il percorso giudiziario faccia il suo corso, senza prevedere, almeno per ora, ulteriori e più drastiche azioni di governo.
La crisi politica nella maggioranza
Mentre Schifani afferma di seguire con attenzione l'evolversi delle indagini che scuotono le fondamenta del centrodestra, la sua leadership è sottoposta a una pressione crescente. La maggioranza, infatti, è percorsa da tensioni e ipotesi contrastanti, tra cui si fa strada anche lo scenario di un azzeramento e di un successivo governo dei tecnici, una soluzione estrema che testimonia la gravità della crisi in atto. Il giorno più lungo per il presidente si consuma dunque tra le richieste degli alleati e la necessità di preservare un equilibrio di governo, in un frangente dove ogni mossa è calcolata per evitare un collasso politico immediato, ma senza la certezza di poter controllare gli eventi.




