Esplosione in via Nizza, la confessione di Zippo: "Volevo vendicarmi di lei"
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Redazione Interno
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Giovanni Zippo, la guardia giurata di 40 anni arrestata per l’esplosione che ha sventrato un palazzo di via Nizza a Torino, ha confessato. Lo ha fatto dopo che le prove – le chiavi rubate, il gps che lo inchiodava nei pressi dell’edificio, il cambio d’auto e la bugia ai medici sulle ustioni – lo avevano già tradito. «Mi sono bruciato con l’olio delle patatine», aveva detto ai sanitari, tentando di spiegare le ferite riportate quella notte. Invece, come avrebbe poi ammesso, era stato il fuoco appiccato nell’appartamento di Magdalina Ionela Hagiu, la donna con cui aveva avuto una relazione «malata», come l’hanno definita i colleghi di Securitalia, che lo conoscevano bene.
Passavano frettolosi davanti alla sede dell’azienda, in via Guido Reni, con lo sguardo a terra e la voce bassa. «Era una storia tossica, durata anni», ha raccontato uno di loro. «Cinque, per l’esattezza», ha precisato un altro. «Lei lo trattava male, ma lui non voleva ammetterlo». Quando è arrivata la notizia dello scoppio, alcuni hanno subito pensato a lui. «Sapevamo che Gianni c’entrava qualcosa», hanno detto.
Zippo voleva punire Magdalina perché, dopo averle chiesto di lasciare il fidanzato per lui, si era sentito rifiutato. Così, rubatele le chiavi di casa, ha aperto il gas e dato fuoco all’appartamento. Ma a morire, tra le fiamme e il crollo parziale della struttura, non è stata lei. È stato Jacopo Peretti, 33 anni, che abitava nello stesso stabile. Cinque altre persone sono rimaste ferite: una bambina di 6 anni, una ragazza di 19, un 24enne, una donna di 45 e un dodicenne del piano di sotto, il più grave.




