Incendio al Constellation, i video della fuga: Jessica Moretti accende le candele e poi scappa
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Redazione Interno
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Le quattordici telecamere di sorveglianza, quelle che per più di cento giorni erano rimaste sigillate nell’armadio delle prove, hanno finalmente restituito una sequenza di fatti che gli investigatori svizzeri considerano ormai la colonna vertebrale dell’inchiesta. Nel locale Le Constellation di Crans-Montana, l’incendio divampato durante la notte di Capodanno – dove quarantuno persone hanno perso la vita e un centinaio sono rimaste ferite – non sarebbe stato un evento casuale né, stando alle immagini, immediatamente riconoscibile come letale per chi si trovava all’interno. A innescare il rogo, secondo la ricostruzione desunta dai filmati desecretati e mostrati agli avvocati delle vittime nella sede di Sion, è stata Jessica Moretti, la titolare del locale, mentre accendeva alcune candele. Le scintille, sollevate da bottiglie posizionate in modo malfermo, hanno raggiunto il soffitto fonoassorbente: un materiale, quello, che ha preso fuoco con una rapidità che nessuno dei presenti sembrava aver preventivato.
La dinamica dei due minuti che hanno trasformato la festa in trappola
La diffusione delle fiamme, si legge nelle relazioni tecniche allegate ai video, è avvenuta in meno di centoventi secondi. Un lasso di tempo brevissimo, durante il quale il panico si è sostituito a qualsiasi forma di reazione ordinata. Le immagini mostrano Jessica Moretti mentre, dopo aver acceso le candele – e aver così involontariamente innescato la combustione del rivestimento acustico –, si allontana dalla zona dell’incendio senza attivare alcun sistema di allarme. I legali delle famiglie, che hanno potuto visionare ogni sequenza relativa ai propri cari, riferiscono che la donna si muove con decisione: sale le scale, si mette in salvo e, in alcuni fotogrammi, spinge via alcuni ragazzi che le si parano davanti. Nessuna esitazione, nessun tentativo di coordinare un’evacuazione che, a giudicare dal sovraffollamento del locale, sarebbe stata comunque difficilissima da gestire.
Un locale sovraffollato e nessuna evacuazione coordinata
Le telecamere, installate in angoli strategici della discoteca, hanno immortalato anche un altro elemento centrale per l’inchiesta: il numero di persone presenti superava di gran lunga la capacità consentita. Non è chiaro se i gestori avessero contezza esatta del dato, ma i corpi dei frequentatori, compressi gli uni contro gli altri, hanno reso ogni movimento di fuga lento e caotico. Dalle sequenze emerge che non fu dato alcun ordine verbale attraverso l’impianto audio, né venne azionata la ventilazione di emergenza. Il fuoco, propagatosi lungo il soffitto, ha ben presto raggiunto le uscite secondarie, alcune delle quali – secondo le prime verifiche giudiziarie – risultavano ostruite o non chiaramente segnalate. La titolare, intanto, era già fuori. I suoi spostamenti, tracciati fotogramma per fotogramma, la mostrano allontanarsi dall’edificio senza mai voltarsi indietro, lasciando che i centri di smistamento delle chiamate di soccorso venissero sommersi dalle richieste di aiuto di chi era rimasto intrappolato.
La segretezza infranta e la prossima visione da parte dei familiari
Per settimane, i filmati delle quattordici telecamere sono stati trattenuti agli atti riservatissimi dell’istruttoria. Solo gli avvocati delle parti civili hanno potuto accedervi, seguendo i singoli assistiti negli ultimi istanti di vita. Da settimana prossima, però, l’autorità giudiziaria ha disposto che i parenti diretti delle vittime possano richiedere la visione limitatamente alla sequenza che riguarda il loro congiunto. Una madre, Laetitia Boadard-Sirtre, che ha perso il figlio Arthur – sedici anni, promessa del calcio locale – ha dichiarato a una trasmissione televisiva che andrà a vedere quelle immagini: vuole sapere come sono stati gli ultimi due minuti della vita del ragazzo. Non le importa che le sequenze siano atroci, ha detto. L’incendio del Constellation, intanto, resta uno dei peggiori disastri notturni mai registrati in Svizzera, e il comportamento di Jessica Moretti – quella che le telecamere mostrano mentre accende le candele, poi fugge spingendo i ragazzi – diventa ogni giorno più centrale nelle carte degli inquirenti.




