Heysel 1985, quarant’anni dopo: un docufilm per ricordare la tragedia che sconvolse il calcio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il 29 maggio 1985, quello che avrebbe dovuto essere un trionfo dello sport si trasformò in una delle pagine più buie della storia del calcio. Lo stadio Heysel di Bruxelles, teatro della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, divenne il simbolo di una tragedia che costò la vita a 39 persone e lasciò sul campo oltre 600 feriti. A distanza di quattro decenni, il docufilm Heysel 1985 ripercorre quei momenti attraverso testimonianze inedite e materiale d’archivio, restituendo voce a chi visse l’incubo di una serata destinata a cambiare per sempre il calcio europeo.

Quella che doveva essere una festa si tramutò in caos, tra scontri tra tifosi, una struttura inadeguata e una gestione emergenziale fallimentare. Le immagini dell’epoca, che ancora oggi suscitano un dolore profondo, mostrano una folla in preda al panico, mentre il crollo di un muretto tra i settori – provocato dalla pressione della fuga – segnò il punto di non ritorno. Tra le vittime, molte furono schiacciate o calpestate nel tentativo disperato di mettersi in salvo.

Umberto Broccoli, nel programma Successo. Storie e voci dal Novecento in onda su Rai Radio 1 il 29 maggio, dedica l’apertura al ricordo della strage, seguito da un ritratto di John Fitzgerald Kennedy, il presidente americano che segnò un’epoca. Un accostamento che, al di là delle differenze, sottolinea come certi eventi rimangano incisi nella memoria collettiva, indipendentemente dal contesto in cui avvengono.

A Manfredonia, un bambino di otto anni, ignaro di quanto stesse accadendo, fu trattenuto dal padre con un secco «Non andare sul balcone, non c’è niente da festeggiare». Quella frase, semplice e diretta, racchiude il senso di un lutto che travalicò i confini del Belgio, unendo l’Italia in un dolore condiviso. Anche oggi, mentre podcast, documentari e speciali televisivi – come quello curato da Jean-Philippe Leclaire per Sky – riportano l’attenzione sulla strage, per i familiari delle vittime il peso di quella notte non si è mai alleviato.

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