Sal Da Vinci riceve la medaglia di Napoli e parla delle polemiche: “La musica resta”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il Maschio Angioino ha fatto da cornice, questa mattina, a una cerimonia che suggella il legame tra la città e il suo artista del momento: Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo 2026 con il brano Per sempre sì, ha ricevuto dalle mani del sindaco Gaetano Manfredi la medaglia della città, il più alto riconoscimento conferito dal Comune di Napoli. Un gesto, questo, che va oltre la semplice celebrazione di un successo discografico e che mira a riconoscere nell’artista, all’anagrafe Salvatore Michael Sorrentino, un ambasciatore della tradizione canora partenopea nel panorama musicale nazionale. L’amministrazione comunale, contestualmente, ha voluto omaggiare con attestati di stima anche altri professionisti della scena musicale locale che hanno partecipato alla kermesse ligure, da Luchè a LDA, da Samurai Jay ai direttori d’orchestra Adriano Pennino ed Enzo Campagnoli, quasi a voler sottolineare una sorta di "scuola" napoletana che all’Ariston ha ben figurato.

Un appello alla ragione in un mare di polemiche

L’atmosfera della Sala dei Baroni, nonostante la solennità del premio, è stata inevitabilmente attraversata dalle scie di un dibattito che da giorni infiamma i social e non solo. Lo stesso Da Vinci, nel suo intervento a margine della consegna della targa, ha sentito il bisogno di tornare sulle critiche che hanno accompagnato la sua vittoria, scegliendo però un tono distensivo e quasi paterno. Ha raccontato di aver semplicemente scritto e interpretato una canzone d’amore, frutto di un lavoro collettivo, e che non spetta a lui stabilire gli utilizzi o le interpretazioni che ne vengono fatte. Il suo invito, rivolto ai fan e ai cittadini, è stato chiaro: non lasciarsi trascinare in polemiche che definisce inutili, non cedere a facili provocazioni. Perché, ed è questa la frase che probabilmente resterà, "le polemiche passano, la musica resta". Parole che riecheggiano quelle già spese nei giorni scorsi durante i festeggiamenti spontanei a Largo Torretta, quando aveva chiesto di non rispondere a chi cerca solo un like facile, puntando invece l’attenzione sulla bellezza della musica e della sua terra.

Il diritto alla critica e il confine con l’offesa

Parallelamente alla cerimonia napoletana, tuttavia, si è sviluppato un altro fronte che sposta l’attenzione sul piano giudiziario. A gettare benzina sul fuoco del confronto era stata, nei giorni precedenti, una riflessione del giornalista Aldo Cazzullo, il quale aveva paragonato il brano di Da Vinci alla colonna sonora di un "matrimonio della camorra", suscitando reazioni indignate nel capoluogo campano e non solo. Lo scrittore Maurizio De Giovanni, su questo punto, aveva risposto con ironia pungente, chiedendo al giornalista quante nozze di quel tipo avesse frequentato per poterne descrivere con tanta sicurezza il repertorio musicale. In questo clima rovente è intervenuto in trasmissioni televisive come La volta buona l’avvocato Carlo Claps, legale e amico storico dell’artista, per tracciare una linea netta e, per certi versi, necessaria: la critica artistica, anche la più aspra, è legittima e rientra nel gioco delle parti, ma l’insulto personale e la denigrazione che scivola nella discriminazione culturale rappresentano un’altra cosa.

Claps ha riferito di aver letto commenti che non si limitavano a giudicare la canzone, ma che colpivano Da Vinci in quanto napoletano, bollandolo come portatore di una cultura popolare giudicata inferiore se non addirittura "pestilenziale". Parole pesanti, che il legale ha interpretato come un’offesa non solo all’artista, ma all’intera tradizione canora partenopea e a milioni di persone che in essa si riconoscono. Da qui l’avvertimento, tutt’altro che velato: qualora certe dinamiche dovessero proseguire o aggravarsi, trasformando il legittimo confronto in una gogna denigratoria, la famiglia artistica di Sal Da Vinci è pronta a percorrere le vie legali per tutelare un’immagine costruita in decenni di carriera e per difendere la dignità della canzone napoletana. La questione, dunque, si fa seria e sposta il baricentro dal palcoscenico del festival alle aule di tribunale, nel momento in cui il confine tra opinione e diffamazione dovesse essere valicato.

Description: Sal Da Vinci riceve la medaglia di Napoli dal sindaco Manfredi. Il cantante invita alla calma dopo le polemiche, mentre il legale minaccia azioni legali contro le offese.

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