Il mare divora le spiagge del Salento: balneari in allarme tra crolli e lentezze burocratiche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ciclone che si è abbattuto sull'Italia nella notte di San Valentino, e che ha tenuto in scacco diverse regioni con allerte arancioni e disagi diffusi, ha lasciato ferite profonde lungo le coste salentine. Non solo il patrimonio paesaggistico, come testimoniato dallo scempio dell’Arco dell’Amore di Melendugno, ridotto a un cumulo di detriti in mare, ma l’intero sistema economico legato al turismo balneare rischia ora di fare i conti con una stagione estiva compromessa. A lanciare l’allarme, puntando il dito contro l’immobilismo burocratico, è Mauro Della Valle, presidente di Confimprese Demaniali Italia, che sollecita interventi immediati per riparare i danni e restituire ai litorali la loro funzionalità.

Un grido d’allarme dal versante jonico: “Così non si parte”

Le recenti mareggiate, violentissime, non si sono limitate a cancellare un simbolo iconico come l’arco di Sant’Andrea, ma hanno letteralmente eroso tratti consistenti di arenile, in particolare lungo la costa jonica. Le zone comprese tra Rivabella di Gallipoli e Santa Maria di Leuca, con le loro frazioni come Torre San Giovanni di Ugento e Torre Pali di Salve, hanno subito danni ingenti alle strutture balneari. Della Valle, raccogliendo la preoccupazione degli imprenditori del settore, denuncia un paradosso: la voglia di ripartire e di prepararsi all’arrivo dei turisti si scontra con l’impossibilità materiale di operare. “Ci viene impedito di ripristinare i danni”, afferma il rappresentante di categoria, imputando alla Regione la lentezza nell’autorizzare gli interventi di somma urgenza necessari a ricostruire quanto spazzato via dalla furia del mare e del vento.

L’esondazione in Calabria e il dramma delle evacuazioni

Mentre il Salento piange i suoi arenili, la Calabria ionica ha vissuto ore di autentica paura. La provincia di Cosenza, dopo una notte di relativa tregua, ha dovuto fare i conti con la piena del fiume Crati. Le operazioni di sgombero di interi nuclei familiari, già avviate nei giorni precedenti a Cassano allo Ionio, si sono estese al territorio di Corigliano Rossano, dove la situazione è degenerata in alcuni punti con l’esondazione del corso d’acqua. Le autorità locali, seppur provate, hanno gestito l’emergenza per mettere in salvo i residenti, fotografando una regione ancora una volta in ginocchio di fronte alla potenza degli elementi, con la “rabbia e la stanchezza” della popolazione a fare da sfondo a un copione purtroppo già visto.

Addio all’Arco dell’Amore: il simbolo cancellato dal maltempo

E poi c’è lui, l’Arco dell’Amore di Melendugno. Il faraglione più famoso del Salento, quello che la tradizione voleva come testimone silenzioso delle dichiarazioni dei nuovi innamorati, non c’è più. Nella notte di San Valentino, la scultura modellata nei secoli dal mare ha ceduto, sbriciolandosi sotto i colpi delle onde e delle infiltrazioni provocate dalle piogge incessanti. Un “colpo al cuore”, lo ha definito il primo cittadino, che ha visto sparire per sempre un pezzo di storia e di identità del territorio. La perdita, che va oltre il danno meramente estetico, riaccende i riflettori sulla fragilità di un ecosistema costiero sempre più esposto agli eventi meteorologici estremi.

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