Meloni evoca il "miracolo economico" e rilancia il ruolo dell’Italia nella ricostruzione dell’Ucraina
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Redazione Interno
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Roma si è trasformata, anche solo per un giorno, nel centro della diplomazia internazionale con l’arrivo di Volodymyr Zelensky e della first lady Olena Zelenska, accolti da Giorgia Meloni in occasione della Ukraine Recovery Conference. La presidente del Consiglio, senza nascondere l’ambizione di un’Italia protagonista, ha proposto il modello del "miracolo economico" del dopoguerra come esempio per la rinascita ucraina, sottolineando come il Paese – già impegnato nella produzione di droni e nella difesa del proprio territorio – possa contare sul sostegno italiano.
"Quanto facciamo noi europei e quanto fa Trump è complementare", ha aggiunto Meloni, collegandosi in seguito con la conferenza dei Volenterosi a Londra, dove ha ribadito l’importanza dell’unità occidentale. Un messaggio che, al di là delle dichiarazioni di circostanza, trova concretezza nell’intesa siglata tra Bankitalia e la Banca centrale ucraina, un memorandum che rafforza la cooperazione tecnica e finanziaria tra i due istituti.
Zelensky, dal canto suo, non ha usato mezzi termini: "Serve un piano Marshall". Il riferimento, più che alla storica iniziativa americana, è alla necessità di un impegno strutturato e duraturo, che l’Italia sembra aver fatto proprio con il progetto di ricostruzione del patrimonio culturale di Odessa, città simbolo del Mar Nero. "Ricostruiamo il cuore culturale dell’Ucraina", ha dichiarato la premier, mentre il presidente ucraino ha ringraziato gli imprenditori italiani per la fiducia dimostrata, soprattutto nel settore della difesa, dove la collaborazione tecnologica appare sempre più strategica.




