Allarme psicofarmaci per i minori, la Sicilia fa registrare un picco nelle prescrizioni

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L'impiego di farmaci per la salute mentale in ambito pediatrico, un fenomeno che a livello nazionale ha visto le prescrizioni quasi raddoppiare nell'arco di pochi anni, assume contorni particolarmente marcati osservando i dati regionali. In Sicilia, secondo le rilevazioni dell'Agenzia italiana del farmaco, si è registrato un incremento che sfiora il dieci per cento per l'anno in corso, un valore che supera sensibilmente le medie del resto del Paese. Un dato, questo, che non può essere disgiunto dalla carenza di specialisti sul territorio, considerando che nell'Isola operano meno di nove neuropsichiatri infantili per ogni centomila minorenni, una dotazione inferiore a quella che si riscontra nella maggior parte delle altre regioni.

I farmaci più utilizzati e le fasce d'età

La categoria terapeutica più prescritta tra i giovanissimi è quella degli antipsicotici, la quale, insieme a quella degli antidepressivi e dei principi attivi specifici per il trattamento del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, costituisce il fulcro dell'intervento farmacologico. Tra i medicinali che si riscontrano con maggiore frequenza vi sono l'aripiprazolo, la sertralina e il metilfenidato, ciascuno dei quali, sebbene indispensabile in determinate situazioni cliniche, porta con sé un profilo di effetti collaterali che nei pazienti più giovani tende a manifestarsi con un'incidenza maggiore rispetto agli adulti. La fascia di popolazione pediatrica più interessata da questo trend è quella che va dai dodici ai diciassette anni, con un tasso di prevalenza che tocca l'1,17% e un consumo di centoventinove confezioni ogni mille ragazzi.

La reazione istituzionale e il contesto globale

Di fronte a cifre così significative, che hanno naturalmente sollecitato un ampio dibattito tra gli operatori del settore, non è mancata una presa di posizione ufficiale. Il ministro della Salute, intervenuto a margine di un forum di politica sanitaria, ha definito il forte aumento del consumo di psicofarmaci in età pediatrica come un dato "che va guardato con attenzione". Questo scenario, d'altronde, non rappresenta un'esclusiva italiana, inserendosi piuttosto in un contesto internazionale che, soprattutto a seguito della pandemia, ha visto un generale peggioramento del benessere psicofisico delle giovani generazioni. La crescita dei disturbi mentali tra i minori, come sottolineato da esperti del settore, fornisce una chiave di lettura per interpretare un andamento che altrimenti risulterebbe di difficile decifrazione.

La complessità di un fenomeno in evoluzione

L'aumento delle prescrizioni, pertanto, si configura come un indicatore dalle molteplici sfaccettature, che riflette da un lato un'accresciuta consapevolezza e una minore reticenza nell'affrontare i disturbi psichici, ma che dall'altro impone una riflessione approfondita sulle reali necessità terapeutiche e sulle risorse dedicate alla cura. La disparità nella distribuzione dei professionisti sul territorio nazionale, come evidenziato dal caso siciliano, aggiunge un ulteriore strato di complessità a un quadro già di per sé articolato, nel quale l'approccio farmacologico deve essere calibrato con estrema precisione e considerato come una delle componenti, ma non l'unica, di un percorso di assistenza più ampio.

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