Polemica a Padova per il sigillo a Francesca Albanese, il Pd diviso
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Redazione Interno
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Il Partito Democratico padovano vive una frattura interna in seguito alla proposta di conferire un'onorificenza cittadina a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi. La mozione, che era stata approvata in consiglio comunale lo scorso luglio, è ora al centro di un aspro dibattito, che vede contrapposte le diverse sensibilità all'interno del gruppo consiliare. Da una parte, c'è chi sostiene la decisione originaria; dall'altra, chi, come il dem Tiso, invoca il "rispetto per la senatrice Segre", in un implicito riferimento alle recenti posizioni della Albanese.
Le critiche e la piazza
L'affondo più diretto giunge da Turrin, esponente di Fratelli d'Italia, il quale afferma senza mezzi termini che la relatrice "non può essere un esempio". Intanto, la vicenda tracima dalle aule consiliari per riversarsi nelle strade della città, con i sostenitori della causa palestinese che si danno appuntamento in piazza per una manifestazione. L'evento, in programma mercoledì sera, e un altro previsto per sabato, testimoniano la capacità della Albanese di catalizzare consensi e di porsi come figura di riferimento, ormai un po' "Nostra Signora dei pro Pal", per quel movimento.
Il personaggio e le polemiche
Proprio la figura pubblica della relatrice, con il suo eloquio affilato e una studiata eleganza, è diventata oggetto di scrutinio. Il suo "metodo", caratterizzato da una sicurezza che non ammette dubbi, l'ha portata a dichiarazioni che hanno suscitato perplessità e reazioni accese, come quando, durante una trasmissione televisiva, ha rivolto una battuta a Zoro. Senza mai un filo d'imbarazzo, la Albanese ha spiegato che i militanti di Hamas "non sono necessariamente dei tagliagole", arrivando a sostenere che l'organizzazione avrebbe compiuto "persino cose buone", in un'ottica che invita a "capire" i terroristi. La sua posizione, che si scontra con quella di chi, come la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, riflette sull'uso della parola genocidio in relazione a quanto accade a Gaza, è stata espressa con un atteggiamento che alcuni interpretano come supponente, quasi da "maestrina spazientita".
I chiarimenti e le contraddizioni
In seguito alle polemiche, la relatrice speciale Onu è intervenuta per un chiarimento sulla sua decisione di abbandonare una puntata del programma "In Onda", precisando, attraverso un messaggio sul social X, di essersi alzata non per mancanza di stima verso la Segre, ma per protestare contro "l'uso strumentale del suo nome". Secondo la Albanese, questa dinamica distoglierebbe il dibattito dall'analisi legale e dalla normativa vigente sul genocidio, che dovrebbero invece guidare la discussione. Nel suo profilo ufficiale, si legge che "durante il suo mandato come relatrice speciale, Francesca Albanese si sforza di mantenere imparzialità e inclusività". Tuttavia, il turbinio di eventi, dichiarazioni e apparizioni pubbliche che la caratterizzano sembra mostrare, ai più critici, tutto tranne che un reale sforzo in quella direzione, tradendo di fatto quelle che erano le aspettative iniziali del suo incarico.




