Sciolto il comune di Caserta per mafia, Zinzi: "Pagina buia, ma il riscatto è possibile"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La decisione del Viminale di sciogliere il consiglio comunale di Caserta per infiltrazioni mafiose ha lasciato la città sotto choc, tra amarezza e la consapevolezza di un’immagine nuovamente offuscata. Gianpiero Zinzi, già assessore regionale, non nasconde il peso di un provvedimento che – come ha sottolineato – «macchia inevitabilmente la reputazione di una città già ferita». Le sue parole, asciutte e dirette, riflettono il clima di frustrazione tra i cittadini, costretti a subire le conseguenze di un sistema corrotto che nulla ha a che vedere con la maggior parte di loro.

Quello di Caserta non è un caso isolato, ma l’ultimo di una lunga serie: con Aprilia, Badolato e Casabona, si superano i 400 enti locali sciolti per mafia dal 1991, quando la legge introdusse lo strumento. Un dato che impone riflessioni sulla tenuta del sistema, anche alla luce dell’attività incessante della criminalità organizzata, capace di infiltrarsi persino nelle amministrazioni più lontane dai suoi tradizionali centri di potere.

Intanto, mentre Caserta affronta una Pasqua segnata dall’incertezza, si prepara la risposta legale. L’ex sindaco Carlo Marino – colpito dal decreto insieme all’intero consiglio – ha annunciato il ricorso al Tar del Lazio non appena sarà possibile accedere agli atti. Una mossa attesa, che però non cancella il nodo centrale: il provvedimento, arrivato nel silenzio del Venerdì Santo, ha colto tutti di sorpresa, lasciando spazio a domande ancora senza risposta.

Parallelamente, Aprilia – altro comune recentemente commissariato – vede un’altra interdittiva antimafia, questa volta per il consorzio Cba di via Stradivari, già noto agli investigatori per i legami con aziende come la Lazial Scavi e la Vega, finite nel mirino della Prefettura di Latina. Un quadro che dimostra quanto il fenomeno mafioso, lontano dall’essere marginale, continui a evolversi, adattandosi a settori apparentemente immuni.

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