Il braccio di ferro del Pentagono: «Via i limiti etici di Claude, o addio ai contratti»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
C’è un’ora e un giorno segnati sul calendario del Dipartimento della Guerra, l’ex Dipartimento della Difesa che con l’amministrazione Trump ha cambiato nome e, a quanto pare, anche approccio nei confronti dell’industria tecnologica. Entro le 17:01 di venerdì 27 febbraio, Anthropic, la società guidata da Dario Amodei che sviluppa il chatbot Claude, dovrà rimuovere tutte le restrizioni che impediscono un utilizzo bellico senza supervisione del suo modello di intelligenza artificiale. In caso contrario, come rivelato da fonti interne al Pentagono e riportato da diverse agenzie di stampa, le conseguenze saranno immediate e potenzialmente letali per il futuro dell’azienda: si va dall’etichettatura come “rischio per la catena di fornitura” – una macchia che equivale di fatto a una messa al bando dal mercato federale – fino all’applicazione del Defense Production Act, la legge del 1950 che consentirebbe all’esecutivo di requisire la tecnologia per ragioni di sicurezza nazionale -2-6-10.
Un negoziato che sa di ultimatum
L’incontro a porte chiuse tra il segretario alla Guerra Pete Hegseth e Amodei, tenutosi martedì al Pentagono, è stato tutt’altro che una cortese discussione tra partner commerciali. Lo definiscono “un incontro amichevole” i funzionari? Tutt’altro. Secondo quanto riferito da Axios e confermato dal New York Post, un alto funzionario della Difesa ha usato termini ben più espliciti per descrivere la riunione, parlando di un vero e proprio “bivio” davanti al quale è stata messa l’azienda -1. Hegseth, che nelle scorse settimane aveva già lanciato segnali inequivocabili durante un comizio alla SpaceX di Elon Musk – dove aveva promesso di sbarazzarsi di ogni intelligenza artificiale “woke” che impedisse all’esercito di combattere – non ha lasciato molto spazio alla trattativa -3-5. La richiesta è chiara: Anthropic deve concedere al Pentagono l’accesso illimitato a Claude per “tutti gli usi leciti”, una formula che nella dizione del Dipartimento della Guerra include operazioni che l’azienda di San Francisco considera inaccettabili.
Le linee rosse di Anthropic e la dottrina Amodei
Dal canto suo, Dario Amodei non è nuovo a posizioni pubbliche di cautela sui rischi esistenziali legati all’intelligenza artificiale. Co-fondatore di Anthropic dopo aver lasciato OpenAI proprio per divergenze sulla sicurezza, lo scienziato ha più volte messo in guardia contro un uso avventato della tecnologia in contesti militari. I due nodi principali su cui la società non intende transigere, come ribadito durante il faccia a faccia con Hegseth, riguardano la possibilità che Claude venga impiegato per la sorveglianza di massa sui cittadini americani – un’eventualità che Amodei definisce una minaccia alla dissidenza politica e alle libertà civili – e l’utilizzo in sistemi d’arma autonomi capaci di scegliere bersagli e aprire il fuoco senza intervento umano -3-7. L’azienda, che pure vanta di essere stata la prima a mettere i propri modelli su reti classificate e a collaborare con partner come Palantir, ritiene che l’affidabilità attuale dell’Ia non sia sufficiente per delegare decisioni letali a un algoritmo.
La spinta del Dipartimento della Guerra e il silenzio della Casa Bianca
La posizione del Pentagono, tuttavia, appare granitica e in linea con la retorica trumpiana che vuole un apparato bellico libero da “pastoie ideologiche”. Hegseth, affiancato dal vice segretario Steve Feinberg e dal sottosegretario alla Ricerca e Ingegneria Emil Michael, avrebbe fatto presente durante la riunione che non è tollerabile che un contraente privato detti le condizioni operative ai comandi militari, soprattutto in un momento storico in cui la competizione tecnologica con avversari come Cina e Russia impone una corsa senza freni all’automazione bellica -1-2. A rendere ancora più teso lo schermaglio è la consapevolezza, da entrambe le parti, che Claude è attualmente l’unico modello di Ia autorizzato a operare sui sistemi classificati del Pentagono, un vantaggio competitivo che Anthropic rischia di vedere trasformato in una condanna -3. Fonti della Difesa citate dalla CGTN hanno confermato che durante l’incontro si è discusso anche dell’applicazione di Claude a sistemi di difesa intercontinentale, un dettaglio che chiarisce quanto sia sensibile e profonda l’integrazione già in atto, nonostante i freni etici imposti dall’azienda -10.
Il contesto di una resa dei conti annunciata
Che si trattasse di una resa dei conti imminente lo si era capito già a gennaio, quando Hegseth aveva pubblicamente esaltato l’ingresso di Grok, il chatbot di xAI, nella rete GenAI.mil, tagliando fuori dai suoi discorsi pubblici proprio Anthropic. La decisione di OpenAI e Google di aderire senza riserve alle richieste del Pentagono per utilizzi non classificati aveva ulteriormente isolato la posizione di Amodei, trasformando la sua azienda nell’ultimo baluardo di un approccio “responsabile” che a Washington, oggi, suona come un insulto alla prontezza operativa delle forze armate -3. Con l’orologio che ticchetta verso le cinque del pomeriggio di venerdì, Anthropic si trova di fronte a un bivio che è anche esistenziale: cedere alla potenza di fuoco del principale cliente governativo, tradendo i principi fondativi della società, o resistere e affrontare l’esproprio della propria creatura tecnologica per mano di una legge concepita per vincere le guerre.




