Mondiali 2026, la Spagna si inchioda sul muro di Capo Verde: 0-0 all’esordio
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Redazione Sport
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La prima, autentica sorpresa di questi Mondiali casalinghi per gli Stati Uniti (ma con il Messico e il Canada pronti a fare da spalla) porta la firma collettiva degli "Squali Blu". Sul prato del Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, la Spagna, campione d’Europa in carica e data da molti analisti come una delle principali candidate a sollevare la Coppa del Mondo, non è riuscita ad andare oltre un modestissimo 0-0 contro Capo Verde, selezione africana al suo debutto assoluto nella fase finale della competizione.
Un risultato, questo, che sa di autentica impresa per i capoverdiani, i quali hanno dimostrato una solidità difensiva quasi imbarazzante per le furie rosse di Luis de la Fuente, incapaci di trasformare il possesso palla – schiacciante, pari a circa il 75% – in reali situazioni di pericolo.
Dominio sterile e traversa beffarda: la delusione di Atlanta
La gara, giocata sotto un caldo soffocante, ha messo in scena un copione fin troppo prevedibile sin dai primi minuti, con la Roja ad accerchiare l'area di Vozinha, portiere che si è rivelato uno degli ostacoli più duri per l'attacco iberico. Nonostante la presenza di un tridente d'attacco di primissimo piano, la manovra spagnola è apparsa spesso lenta e priva di quella necessaria imprevedibilità che solo un dribbling o un inserimento a strappo possono garantire.
La prima, e probabilmente unica, vera occasione da rete è arrivata al minuto 39: uno scambio preciso ha messo Ferran Torres nella condizione di calciare a botta sicura sul primo palo, ma il suo tentativo, potente e ben indirizzato, si è infranto clamorosamente contro la traversa. Sulla respinta, Oyarzabal ha provato la deviazione di testa, trovando però la pronta opposizione dell'estremo difensore avversario, il quale ha dimostrato riflessi felini.
Dall'altra parte, sebbene schiacciati nella propria metacampo, gli uomini di Bubista non si sono limitati a difendersi passivamente. Ogni tanto, anzi, provavano a pungere in ripartenza, con Livramento e Jovane Cabral che cercavano di sfruttare qualche varco lasciato troppo scoperto da una difesa spagnola, quella guidata da Laporte e Cubarsì, spesso esposta nelle fasi di pressione altissima.
La gestione tattica di de la Fuente ha sollevato piu di un interrogativo, a partire dalla decisione, clamorosa, di lasciare a guardare dalla panchina Lamine Yamal, il giovane fenomeno del Barcellona che molti attendevano al varo come titolare. Il suo ingresso, avvenuto soltanto al minuto 71, ha portato un po' di vivacità sulla fascia, ma ormai la partita era entrata in un binario morto dal quale la Spagna non è piu riuscita a uscire, collezionando una lunga serie di cross sballati e tiri dalla distanza finiti dritti tra le braccia dell'estremo difensore avversario.
Le scelte di formazione e l'inerzia del gruppo H
Analizzando le formazioni ufficiali, il c.t. de la Fuente ha schierato un iniziale 4-3-3 con Unai Simon tra i pali; una linea difensiva composta da Llorente, Cubarsì, Laporte e Cucurella. A centrocampo, la cerniera era affidata al solito Rodri, affiancato da Pedri e Fabian Ruiz, mentre il trio offensivo vedeva Ferran Torres e Oyarzabal supportati da Gavi, tagliato fuori rispetto alla posizione di interno.
Dall'altra parte, Capo Verde rispondeva con un compatto 4-2-3-1 affidato alla guida tecnica di Vozinha; il muro eretto dai difensori centrali Logan Costa e Diney, protetti dai due mediani Pina e Monteiro, ha funzionato a meraviglia, concedendo spazi ridottissimi agli attaccanti rivali. L'unico neo, per la squadra africana, è stato il cartellino giallo mostrato a Sidny Lopes Cabral, reo di aver fermato una ripartenza spagnola con una trattenuta.
Le implicazioni di questo pareggio, nel contesto del Gruppo H, sono pesanti come un macigno. La Spagna, che si presentava con l'obbligo morale di vincere per prendere il largo, si ritrova invece bloccata a un solo punto, costretta a inseguire le due pretendenti Uruguay e Arabia Saudita (in campo stasera alle 21) in una classifica che potrebbe rivelarsi cortissima.
Per Capo Verde, al contrario, questo 0-0 rappresenta molto piu di un semplice punto: è la certificazione che la loro presenza in questo Mondiale non è affatto casuale, bensì frutto di una crescita tecnica che ha trovato la sua consacrazione nel resistere a una delle squadre piu forti del pianeta. Gli "Squali Blu" hanno dimostrato una maturità tattica sorprendente per una debuttante, limitando gli spazi con ordine e concedendo solo tiri dalla distanza o conclusioni deviate.
Se da una parte la Spagna dovrà interrogarsi sulla propria efficacia offensiva e forse rimpiangere la scelta di tenere a riposo i suoi migliori talenti, dall'altra Capo Verde può già guardare con ottimismo alle prossime sfide contro Arabia Saudita e Uruguay, forte di un'impresa che resterà a lungo nella storia del calcio africano.




