Al-Jolani e la nuova era siriana
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Redazione Esteri
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Abu Mohammed al-Jolani, leader del gruppo armato Hayat Tahrir al-Sham (HTS), ha recentemente preso il controllo di Damasco, segnando la fine del regime di Bashar al-Assad. Al-Jolani, noto per il suo passato jihadista, ha guidato le milizie islamiste in una rapida avanzata da Aleppo alla capitale siriana, riuscendo a spodestare Assad in soli dieci giorni. Il regime, che ha governato la Siria per cinquant'anni, è crollato senza quasi combattere, con Assad che ha trovato rifugio in Russia.
La presa di potere di al-Jolani ha sollevato numerosi interrogativi sul futuro della Siria. La comunità internazionale, pur non avendo ancora aperto canali diretti con il nuovo leader, osserva con attenzione i suoi prossimi passi. Al-Jolani, che ambisce a diventare il nuovo padrone della Siria, dovrà affrontare la sfida di governare un paese devastato dalla guerra e dalle divisioni interne.
Il ruolo della Turchia è stato cruciale nella caduta del regime degli Assad. Ankara ha sostenuto le milizie di HTS, contribuendo in modo significativo al successo dell'offensiva. Tuttavia, la situazione in Siria rimane complessa e incerta. Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, sottolinea la necessità di attendere e valutare attentamente il nuovo potere siriano, che si presenta come una costellazione di milizie e soggetti riuniti sotto la guida di al-Jolani.
La transizione di potere in Siria è ancora in corso, e il nuovo regime dovrà dimostrare di essere in grado di stabilizzare il paese e di guadagnarsi la fiducia della popolazione.




