Romania, riconteggio dei voti dopo il primo turno delle presidenziali
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Redazione Esteri
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La Corte costituzionale della Romania ha ordinato il riconteggio dei voti espressi nel primo turno delle elezioni presidenziali, tenutesi domenica scorsa, 24 novembre, e vinte a sorpresa dal candidato di estrema destra e filorusso Calin Georgescu. Quest'ultimo, pressoché sconosciuto fino a pochi mesi fa, ha ottenuto il 22,9% dei consensi, nonostante i sondaggi gli attribuissero solo il 5%. La presidenza in carica, preoccupata per l'esito inatteso, ha puntato il dito contro i social network, in particolare TikTok, accusato di aver garantito a Georgescu un trattamento preferenziale, non etichettandolo come candidato politico e permettendogli così di beneficiare di una massiccia esposizione mediatica.
Le tensioni sono aumentate in Romania, con proteste di piazza sempre più accese contro l'ultradestra e timori per la tenuta dello Stato. Le autorità hanno espresso preoccupazioni riguardo a possibili cyber-minacce provenienti da potenze straniere e altri attori non statuali, che potrebbero aver influenzato il risultato elettorale. La situazione è resa ancora più complessa dall'avvicinarsi delle elezioni parlamentari, previste per domenica prossima, sulle quali potrebbe pesare un "effetto contagio" a favore dell'estrema destra.
Nel frattempo, la presidenza rumena ha richiesto l'introduzione di misure urgenti per contrastare l'influenza dei social network sulle elezioni, sottolineando come l'esposizione mediatica di Georgescu abbia avuto un impatto significativo sul risultato finale. Le indagini sono in corso per capire cosa ci sia dietro l'exploit del candidato filorusso, mentre il paese si prepara ad affrontare un periodo di alta tensione politica e sociale.




