Intesa incassa il 75% dei via libera esteri per l'Opas su Mps, Siena scrive all'Europa

Intesa incassa il 75% dei via libera esteri per l'Opas su Mps, Siena scrive all'Europa
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SCIENZA E TECNOLOGIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Intesa Sanpaolo stringe il cerchio attorno a Monte dei Paschi di Siena. Il gruppo guidato da Carlo Messina ha incassato il via libera incondizionato per oltre il 75 per cento delle 46 autorizzazioni richieste alle autorità di una trentina di Paesi in cui operano le società di Mps, Mediobanca e Generali.

L'offerta pubblica di acquisto e scambio, del valore massimo di 30,6 miliardi di euro in caso di adesione integrale, procede così spedita sul fronte internazionale, con i pronunciamenti esteri – inclusi quelli della Commissione europea, delle autorità antitrust e degli organismi equivalenti al golden power – arrivati tutti senza prescrizioni.

Il calendario delle prossime tappe

Il completamento dell'iter autorizzativo fuori dall'Italia è atteso nelle prossime settimane, prima del pronunciamento della Banca centrale europea, previsto tra metà e fine ottobre. Sul fronte nazionale restano invece da definire il verdetto dell'Antitrust, atteso per la fine di novembre, e successivamente la valutazione sul golden power. L'obiettivo indicato dall'istituto torinese è arrivare al perfezionamento dell'operazione entro dicembre, subordinatamente all'ottenimento di tutte le autorizzazioni previste.

Intanto il 29 ottobre l'assemblea di Mps sarà chiamata a esprimersi sulle operazioni proposte da Siena, tra cui le Ops su Banca Generali e Banco Bpm, il trasferimento della quota in Generali e la fusione con Mediobanca.

La lettera delle istituzioni toscane a Bruxelles

Mentre l'iter regolamentare procede, le istituzioni senesi e toscane hanno mosso un nuovo passo. Il sindaco di Siena Nicoletta Fabio, la presidente della Provincia Agnese Carletti e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani hanno inviato nei giorni scorsi una lettera alla Commissione europea – Direzione Generale della Concorrenza per richiamare l'attenzione sui possibili profili di rilievo europeo connessi all'operazione, attualmente sottoposta alla valutazione dell'Agcm nell'ambito del procedimento C12836.

«Continuiamo a muoverci con senso di responsabilità istituzionale e nel rispetto delle competenze delle autorità preposte», dichiarano congiuntamente Fabio, Carletti e Giani. «La nostra non è una richiesta di interferire nelle dinamiche di mercato, ma di verificare fino in fondo gli effetti che potrebbero prodursi sulla concorrenza, sulla pluralità dell'offerta bancaria, assicurativa e, soprattutto, sulla capacità del sistema creditizio di continuare a sostenere adeguatamente famiglie e imprese».

I dieci punti sottoposti a Bruxelles

Nella lettera le tre istituzioni individuano dieci punti specifici sui quali chiedono alla Direzione Generale della Concorrenza un'attenzione particolare. Si va dal monitoraggio dell'evoluzione del procedimento dell'Agcm alla valutazione dei profili rilevanti per il funzionamento del mercato interno e per la disciplina europea delle concentrazioni, fino alla considerazione degli effetti sui mercati bancari nella loro dimensione territoriale e all'accesso al credito di Pmi, microimprese e famiglie.

Le istituzioni chiedono inoltre di verificare l'effettiva e durevole capacità competitiva del compendio bancario destinato alla cessione, di tenere conto di indicatori concreti come i tempi di accettazione del credito e l'autonomia decisionale delle strutture territoriali, e di assicurare il coordinamento con Agcm, Bce e Banca d'Italia. «Non intendiamo anticipare valutazioni che spettano alle autorità competenti», proseguono Fabio, Carletti e Giani, «ma chiediamo che nessun elemento venga trascurato. La dimensione territoriale del credito, la tutela della concorrenza e la possibilità per imprese e famiglie di poter contare su un'offerta bancaria realmente plurale sono questioni di interesse generale».

L'architettura dell'operazione

L'Opas lanciata da Intesa prevede un corrispettivo di 16 azioni ordinarie Intesa ogni 10 azioni Mps, rapporto di concambio pari a 1,6, più un euro in contanti per ciascun titolo, con un premio del 12,5 per cento sulla chiusura del 5 giugno.

L'operazione include un accordo vincolante con Unipol Assicurazioni che prevede la cessione di un'entità giuridica bancaria comprendente il brand Mps, circa 635 filiali e la maggior parte delle strutture centrali necessarie per operare come banca indipendente, per un corrispettivo in contanti compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro. Intesa manterrà Mediobanca e il suo marchio, circa 625 filiali di Mps e una componente limitata di strutture centrali, complessivamente rappresentanti circa l'80 per cento dell'utile netto 2025 di Mps e Mediobanca.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.