Addio a Marco Bonamico, il "marine" del basket italiano: un lutto che unisce sport e politica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La pallacanestro italiana perde una delle sue figure più emblematiche: Marco Bonamico, soprannominato da tutti il "marine" per il suo carattere tenace e il fisico atletico, è morto a 68 anni all’ospedale Bellaria di Bologna dopo una battaglia contro un tumore al fegato, tenuta nascosta fino all’ultimo. La notizia, che ha colpito non solo il mondo dello sport ma anche quello istituzionale, ha riacceso i ricordi di un’epoca in cui Bonamico, ala-grande, era uno dei pilastri della Virtus Bologna e della Nazionale.

Nato il 18 gennaio 1956, lo stesso giorno dell’amico e collega Dino Meneghin, Bonamico ha lasciato un segno indelebile nella storia del basket italiano. Con la maglia bianconera ha disputato 443 partite, segnando 4.638 punti e contribuendo alla conquista di due scudetti (1976 e 1984) e due Coppe Italia (1984 e 1989). "La Virtus partecipa commossa al cordoglio per la scomparsa di uno dei suoi simboli", ha scritto la società, ricordando il suo ruolo decisivo nelle vittorie che hanno segnato un’era.

Dan Peterson, suo allenatore negli anni ’70, lo ha definito "un giocatore che ho amato", rievocando una delle imprese più memorabili: la vittoria in casa della Pallacanestro Varese, all’epoca imbattuta in sei stagioni, nella finale scudetto del 1976. "Voglio concentrare in quell’episodio tutto ciò che ha rappresentato per noi", ha aggiunto Peterson, sottolineando quanto Bonamico fosse determinante nei momenti cruciali.

La discrezione che ha sempre caratterizzato la sua vita privata si è riflessa anche nella malattia, affrontata lontano dai riflettori. "Non sapevo nulla, è stato un fulmine a ciel sereno", ha confessato Meneghin, che con Bonamico condivideva non solo la data di nascita ma anche anni di spogliatoio in Nazionale. "Era una persona riservata, e questo rende il dolore ancora più grande".

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