L'Italia chiede 14 miliardi al fondo Ue per le armi: il piano Safe e i conti da alleggerire
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Redazione Esteri
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Il governo italiano ha formalizzato la richiesta di accesso al fondo europeo Safe, lo strumento finanziario voluto dalla Commissione Ue per sostenere gli investimenti nella difesa, puntando a ottenere 14 miliardi di euro in prestiti da restituire in 45 anni. L’operazione, che rientra nel piano ReArm Europe lanciato da Ursula von der Leyen, mira a raccogliere fino a 150 miliardi sui mercati, erogandoli agli Stati membri che ne faranno domanda.
A differenza dei tradizionali fondi Ue, il meccanismo prevede prestiti diretti, con condizioni agevolate e procedure d’appalto semplificate, per accelerare l’acquisto di armamenti. L’Italia, che ha già sottoscritto una lettera d’intenti insieme ad altri 17 Paesi, punta a sfruttare questa finestra per finanziare i suoi programmi militari fino al 2030, evitando di gravare ulteriormente sul bilancio pubblico.
Durante il question time alla Camera, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha giustificato la scelta come una necessità strategica, sottolineando come il ricorso al fondo permetterebbe di "diluire nel tempo" gli oneri finanziari. Se approvata, la cifra – che potrebbe salire fino a 15 miliardi – verrebbe utilizzata per modernizzare gli arsenali, in linea con gli impegni Nato e le pressioni internazionali, mentre Trump torna alla Casa Bianca in un contesto di crescente instabilità geopolitica.
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