Laporta e la “vergogna” arbitrale: il Barcellona si prepara a presentare un nuovo reclamo alla Uefa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Joan Laporta, il presidente eletto del Barcellona, non ha usato mezzi termini. Intercettato durante una visita al Trofeo Conde de Godó, il massimo dirigente blaugrana ha sfogato tutta la sua frustrazione per l’eliminazione ai quarti di finale di Champions League per mano dell’Atletico Madrid, definendo la direzione di gara del doppio confronto – sia quella arbitrale che quella del VAR – una “vergogna”. E se è vero che la squadra di Simeone ha festeggiato meritatamente il passaggio del turno (un’abitudine, questa, visto che i colchoneros hanno ora eliminato i catalani per tre volte nella massima competizione europea), Laporta ha voluto distinguere il piano sportivo da quello che lui considera un “comportamento inammissibile” da parte degli organi giudicanti europei.

Un’eliminatoria segnata da tre espulsioni e il giallo sull’erba del Metropolitano

La rabbia del club non nasce dal semplice fatto della sconfitta, ma dalla sequenza di episodi arbitrali che hanno condizionato l’andamento tattico delle due sfide. All’andata, la discussione si era infiammata per l’espulsione di Cubarsì, un verdetto del campo che lasciò il Barça in dieci uomini per gran parte del match. Nel retour match, vinto dai catalani per 2-1 ma insufficiente per ribaltare il 3-2 complessivo, è toccato a Eric Garcia lasciare il campo anzitempo. Laporta ha sottolineato con insistenza come in entrambe le circostanze i cartellini rossi fossero stati innescati dall’intervento del VAR, che ha corretto le decisioni iniziali degli arbitri (ammonizioni giudicate più congrui dal presidente).

Non sono mancate, infine, le polemiche relative alla logistica. Alla vigilia del match, l’allenatore Hansi Flick aveva sollevato un reclamo ufficiale alla Uefa riguardo le dimensioni del manto erboso del Metropolitano, ritenute non conformi agli standard. Un aspetto, quest’ultimo, che aveva già alzato la tensione prima ancora del calcio d’inizio.

Le accuse: un gol annullato, un rigore negato e un labbro spaccato senza sanzioni

Nel dettaglio della sua arringa, Laporta ha elencato una serie di torti subiti che, a suo avviso, hanno precluso la qualificazione. Ha menzionato la rete di Ferran Torres, che il presidente dà per regolare nonostante la segnalazione di fuorigioco, e un contatto su Olmo che secondo la sua lettura sarebbe stato meritevole di un calcio di rigore.

L’episodio che però ha scatenato il tono più duro riguarda il centrocampista Fermín. Laporta ha raccontato di un’“aggressione” subita dal giovane calciatore, a cui è stato spaccato il labbro in una maniera talmente grave da richiedere punti di sutura. Nonostante la vistosa entità del fallo e le conseguenze fisiche per il giocatore, il direttore di gara non ha estratto alcun cartellino nei confronti del difensore avversario. “È intollerabile”, ha tuonato Laporta, utilizzando questo episodio come esempio lampante di una direzione di gara che definisce priva di criterio.

Un nuovo ricorso dopo il rigetto: il Barça chiede “spiegazioni”

La risposta del club alla delusione sportiva sarà dunque istituzionale. Nonostante il precedente reclamo presentato dopo la gara d’andata fosse stato respinto dall’Uefa, Laporta ha annunciato che ne verrà inoltrato un altro. L’obiettivo dichiarato non è tanto quello di modificare un risultato ormai scritto, ma di ottenere quelle “spiegazioni” che finora sarebbero mancate da parte dell’ente di Nyon.

La mossa appare come una resa dei conti dietro le quinte, un tentativo di porre l’attenzione sulla pressione arbitrale subita in una competizione dove, storicamente, le rivalità nazionali (come quella spagnola in questo caso) aggiungono sempre un carico emotivo e politico extra al semplice dato tecnico. Il Barça si prepara quindi a giocarsi l’ultima carta in ufficio, mentre l’Atletico Madrid si gode il passaggio alle semifinali, lasciando alle spalle un’eliminatoria che, al netto delle polemiche, ha confermato la capacità dei madrileni di gestire gli eventi più critici.

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