Oro e argento, la caduta libera e il rimbalzo dei metalli che travolgono i mercati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo aver toccato livelli stratosferici, il mercato dei metalli preziosi ha conosciuto una delle sue più violente scosse, con un'ondata di vendite che ha riportato alla memoria, per intensità e rapidità, la volatilità delle cosiddette "meme stock". Il giallo, che aveva infranto ogni record, ha perso fino al 12% in una singola seduta, un evento che non si registrava da decenni, mentre l'argento è sprofondato addirittura oltre il 30%, in un crollo che le semplici operazioni di realizzazione del profitto non bastano a spiegare in modo esaustivo.

Una tempesta perfetta tra politica monetaria e tensioni geopolitiche

Gli occhi degli operatori, in quelle frenetiche giornate, erano puntati sulle principali banche centrali, dalla Bce alla Fed, mentre le tensioni internazionali, incluso il quadro mediorientale che coinvolge Stati Uniti e Iran, aggiungevano ulteriore incertezza. La discesa, quasi verticale, dei prezzi – con l'oro spot che arrivò a cedere un quinto del valore rispetto al picco e l'argento che registrò la peggior flessione intraday della sua storia – ha finito per trascinare con sé anche i listini azionari, creando un contagio d'ansia che ha interessato le piazze globali, da Wall Street all'Europa.

Il ribaltone e il ruolo del gamma squeeze

Proprio quando la correzione appariva più profonda, il vento è improvvisamente cambiato. A offrire benzina, come spesso accade, sono arrivate le Borse asiatiche, con Tokyo in testa che ha raggiunto nuovi massimi storici, trainata anche dalle attese per le imminenti elezioni politiche. La positiva chiusura degli indici americani, con l'S&P 500 a livelli record, ha completato il quadro, fornendo quel sostegno di fiducia necessario a invertire la rotta. È in questo contesto che prende l'ipotesi del "gamma squeeze", un meccanismo tecnico legato alle opzioni che, amplificando i movimenti del sottostante, avrebbe contribuito a esacerbare sia il crollo che il successivo rimbalzo.

La nuova fase di incerta stabilizzazione

Il rimbalzo, dunque, è stato netto e consistente: l'oro ha recuperato una fetta importante del terreno perduto, risalendo del 6%, mentre l'argento ha fatto anche meglio, con balzi fino al 12%. Piazza Affari e le altre piazze europee hanno colto l'occasione per tornare a correre, toccando a loro volta nuovi massimi. Questa improvvisa ripresa, seppur vigorosa, non cancella però la lezione della settimana precedente, lasciando intendere che la stabilità per i metalli preziosi – i cui corsi restano intimamente legati alle decisioni delle banche centrali e alle notizie geopolitiche – possa essere ancora un traguardo lontano e faticoso da conquistare.

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