Carlos Alcaraz non si ferma più: quindici vittorie su quindici nel 2026, Ruud si arrende ai quarti di Indian Wells
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Redazione Sport
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Il cammino di Carlos Alcaraz verso quello che sarebbe un tris storico nel deserto californiano prosegue senza particolari scossoni, anzi, arricchendosi di ulteriori conferme sul suo stato di forma, e l’ultimo a sperimentare sulla propria pelle la difficoltà di opporsi al numero uno del mondo è stato Casper Ruud, battuto con un netto 6-1, 7-6(2) che pure, nel punteggio, non racconta appieno la sostanziale superiorità mostrata dal murciano nell’arco dei novantuno minuti di gioco. Con questo successo, il ventiduenne di El Palmar ha raggiunto per il quinto anno consecutivo i quarti di finale al Masters 1000 di Indian Wells, un traguardo che nessuno prima di lui era riuscito a tagliare prima di compiere ventitre anni, e ha allungato a quindici la striscia di vittorie consecutive in questa stagione, l’ultima delle quali, per la precisione, è arrivata al termine di un incontro che l’ha visto letteralmente dominare la prima frazione per poi soffrire, se così si può dire, il rientro del tennista scandinavo nel secondo parziale, risolto poi agevolmente al tie-break. Lo spagnolo, che in precedenza aveva già sollevato il trofeo in California nel 2023 e nel 2024, ha letteralmente imbrigliato Ruud fin dalle prime battute, disegnando angoli impensabili e recuperando palline che sembravano destinate a terminare la loro corsa dall’altra parte della rete, come quando, nel terzo game, ha realizzato due lob consecutivi che hanno strappato gli applausi del pubblico intervenuto all’Indian Wells Tennis Garden. Il primo set è stato un monologo, chiuso con un parziale di 6-1 che lasciava poco spazio a interpretazioni, ma il norvegese, occorre dirlo, non ha mai abbassato la testa e nella seconda frazione ha alzato il livello del suo tennis, riuscendo a tenere testa al numero uno del mondo e portandolo sino al gioco decisivo, dove però Alcaraz ha piazzato l’accelerata decisiva, sigillando il match con un rovescio lungolinea vincente che non lasciava scampo.
Il numero uno del mondo e quella sensazione di inaffidabilità, nonostante le condizioni avverse
Al termine dell’incontro, come sua abitudine, Alcaraz si è presentato in conferenza stampa per analizzare una prestazione che lui stesso ha definito di altissimo livello, pur non nascondendo le difficoltà legate alle condizioni climatiche, decisamente differenti rispetto a quelle, ben più rigide, patite nel turno precedente contro Arthur Rinderknech, quando scese in campo in notturna. "Sono molto soddisfatto della prestazione odierna, credo di aver messo in campo un livello di tennis molto alto in entrambi i set – ha riflettuto a voce alta il numero uno del mondo, parlando con i giornalisti accreditati – Sono felice perché penso di aver conseguito tutti gli obiettivi che mi ero dato alla vigilia del match, e ora spero di mantenere questo livello anche per il prossimo incontro". Lo spagnolo ha poi spiegato come il caldo torrido e la velocità del campo, che rendono il rimbalzo della pallina particolarmente alto, rendessero la gestione degli scambi tutt'altro che semplice, complice anche un vento che a tratti ha spazzato il campo centrale, ma la sensazione, guardandolo giocare, era che lui, Carlos, si trovasse perfettamente a suo agio in quel caos controllato. La sua capacità di adattamento, del resto, è ormai nota, e il fatto di essere riuscito a centrare tutti gli obiettivi preposti alla vigilia, come ha tenuto a sottolineare lui stesso, la dice lunga sulla maturità tattica raggiunta da un giocatore che, nonostante la giovane età, sembra già in grado di gestire qualsiasi variabile gli si presenti davanti.
Il tabellone si apre: fuori Djokovic, Draper lo sfiderà Medvedev
Mentre Alcaraz consolidava la sua leadership nel ranking mondiale e allungava in classifica nei confronti del rivale Jannik Sinner, che più tardi avrebbe dovuto vedersela con il brasiliano Joao Fonseca per un posto tra i migliori otto, dall’altra parte del tabellone si consumava l’eliminazione di Novak Djokovic, battuto al quarto turno dal campione uscente Jack Draper con il punteggio di 4-6, 6-4, 7-6(5) dopo una battaglia durata oltre due ore e mezza. Il serbo, alla sua prima apparizione dopo la sconfitta patita in finale agli Australian Open sempre per mano di Alcaraz, aveva faticato non poco nei turni precedenti, ed è stato costretto ad alzare bandiera bianca al cospetto di un Draper che, nonostante i tanti mesi di stop forzato a causa di un infortunio al braccio che ne ha compromesso la scalata al ranking, ha saputo difendere con i denti il Titolo vinto lo scorso anno, ritrovando una vittoria di prestigio che lo proietta ora ai quarti di finale, dove ad attenderlo ci sarà Daniil Medvedev, il russo, finalista per due volte in questo torneo, che ha nel frattempo regolato in due set lo statunitense Alex Michelsen. Lo stesso Draper, che nell’occasione ha sfoggiato colpi di pregevole fattura, ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere la meglio su un Djokovic mai domo, e il tie-break del terzo set, con quel 7-5 che lo ha sorriso, ha rappresentato la giusta ricompensa per un interprete che, al cospetto di un monumento del tennis, non ha mai smesso di crederci. Per Alcaraz, intanto, il prossimo ostacolo si chiama Cameron Norrie, il britannico capace di imporsi in questo torneo nell’edizione del 2021, disputatasi in autunno a causa della pandemia, e che rappresenta una sorta di bestia nera per lo spagnolo, almeno relativamente: Norrie, infatti, è l'ultimo giocatore – fatta eccezione per Jannik Sinner – ad averlo battuto in una partita ufficiale, risalendo allo scorso ottobre nel Masters 1000 di Parigi, quando ebbe la meglio in tre set. Un precedente che, se non altro, servirà a mantenere alta la concentrazione del numero uno, chiamato a difendere l’imbattibilità stagionale e a proseguire la marcia verso quella che sarebbe la sua terza affermazione consecutiva in California, un'impresa che nessuno è riuscito a compiere dai tempi di Djokovic, capace di vincere tre edizioni di fila tra il 2014 e il 2016.




