Fabrizio Biggio e la telefonata di Fiorello: “Ero nel dimenticatoio, lui ha creduto in me”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il momento è quello in cui la carriera, quella stessa carriera che ti ha portato sugli schermi di mezza Italia e poi al cinema, sembra sul punto di voltarti le spalle. Fabrizio Biggio, ospite nell’ultima puntata di “Da noi… a ruota libera” il programma condotto da Francesca Fialdini in onda su Rai 1, si è lasciato andare a un racconto intimo e privo di filtri, ripercorrendo il periodo più buio della sua vita professionale prima dell’arrivo, quasi provvidenziale, di una chiamata. Quella chiamata, spiega l’attore e comico fiorentino, portava sul display un nome capace di cambiare le sorti di una giornata al mare e, con essa, di un'intera fase esistenziale: “Rosario”. Il riferimento, chiaramente, è a Rosario Fiorello, lo showman che negli ultimi anni lo ha voluto al suo fianco prima nella trasmissione “Viva Rai2!” e poi nell’avventura radiofonica de “La pennicanza”. Biggio, con la voce che di colpo si è fatta più densa e rotta dall’emozione, ha riavvolto il nastro fino al 2022, un anno che definisce come un “basso tremendo” durante il quale il telefono, simbolo concreto delle opportunità lavorative, aveva smesso di squillare.

Era il giorno del suo compleanno quando, spiega Biggio nel salotto televisivo, si trovava al mare con la famiglia. Stanco di attendere un segnale che non arrivava, si era imposto di non pensarci più, deciso a inventarsi qualcosa di nuovo a settembre, lontano dai riflettori forse o chissà. Poi, il momento della svolta narrato con una schiettezza che ha toccato il pubblico: lo squillo inatteso, la visione del nome “Rosario” sul display e l’incredulità iniziale nel chiedersi come fosse possibile che proprio lui, in quel preciso istante, lo stesse cercando. La conversazione che ne seguì fu di una semplicità disarmante, ma dal peso specifico enorme per chi, come Biggio, si sentiva scivolato via dai radar. Fiorello, senza troppi giri di parole, gli chiese cosa avesse intenzione di fare a settembre, manifestandogli la stima e la volontà di tornare a lavorare insieme. Un gesto che Biggio ha sottolineato con gratitudine, ribadendo come lo showman abbia riposto fiducia in lui in un frangente in cui, e lo dice senza mezzi termini, nessuno più sembrava disposto a farlo.

Il peso della rinascita professionale e il confronto con la maschera

Nel corso dell’intervista, condotta con la consueta sensibilità da Francesca Fialdini, Biggio si è soffermato anche sulla natura complessa del suo mestiere, tracciando una linea di demarcazione netta tra l’interpretazione e l’intrattenimento puro. Se da un lato, spiega, calarsi nei panni di un personaggio offre una sorta di protezione, uno scudo dietro cui ripararsi e rispetto al quale è più semplice gestire la performance, dall’altro l’intrattenitore è costretto a rimanere sempre sul pezzo, esposto alla sua stessa verità e all’improvvisazione continua. Una condizione che Biggio stesso ammette di trovare più faticosa, proprio perché lo mette a nudo, costringendolo a essere sé stesso senza la possibilità di nascondersi dietro una maschera. Una riflessione, questa, che getta luce anche sulla natura del suo rapporto con Fiorello, fondato su una sintonia che va oltre la semplice dinamica professionale e che affonda le radici in una stima reciproca capace di superare i momenti di stasi.

I ventisei anni con Valentina e l’ombra di una stalker

Parallelamente al racconto della rinascita professionale, l’attore ha aperto uno squarcio significativo sulla sua vita privata, in particolare sul legame solidissimo con la moglie Valentina, durato ben ventisei anni. Un’unione, quella raccontata da Biggio, che non è stata immune da crisi, descritte come passaggi quasi necessari e fisiologici all’interno di un percorso di coppia che, superando gli ostacoli, permette di riscegliersi con una consapevolezza diversa e più profonda. Una prova, spiega, che alla fine ha rafforzato il rapporto, portandoli a coronare il loro amore con le nozze solo due anni fa, dopo un quarto di secolo trascorso insieme. Tuttavia, accanto a questa dimensione familiare solida e protetta, è emerso anche un episodio inquietante che ha turbato la serenità della famiglia. Biggio ha rivelato, infatti, l’esistenza di una persona che aveva iniziato a perseguitare la moglie con messaggi, manifestando una fissazione nei confronti dell’attore e spingendola a lasciarlo. Un’ammissione, quella della presenza di una stalker, che l’attore ha giustificato con la necessità di proteggere i propri cari da certi eccessi di notorietà, confermando come la popolarità possa talvolta attirare anche attenzioni indesiderate e pericolose. Un passaggio che ha aggiunto un tassello di umanità e vulnerabilità al ritratto di un uomo che, dopo aver toccato il fondo, ha trovato la forza di risalire grazie alla fiducia di un amico e alla stabilità degli affetti familiari.

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